Cultura

Rete Con-Tatto presenta "Ne
uccide più la penna o la spada?"

Questa mattina a Crema si è parlato di linguaggio di genere, un argomento attuale sul quale bisogna sensibilizzare i giovani e i media a riflettere per eliminare qualsiasi forma di pregiudizio

Un tema delicato, molto discusso ma che troppo spesso viene ignorato nei fatti. La riflessione sul linguaggio di genere è un argomento che genera dibattiti e polemiche, commettendo la leggerezza di far male alle vittime che lo subiscono.
Si è parlato proprio di questo nella sala ‘Alessandrini’ di Crema, durante l’evento ‘Ne uccide di più la penna o la spada?’, organizzato da Rete Con-Tatto, che si occupa proprio di limitare la violenza sulle donne, in tutte le sue forme in ogni ambito della vita quotidiana, rappresentata dalla Coordinatrice Daniela Venturini: “Spesso ci siamo accorte che le testate riportano fatti di cronaca contro le donne, dove però dal titolo non traspare quale sia stata la violenza – Spiega Venturini – Quello che ci chiediamo oggi è in che modo bisogna riportare dei fatti così dolorosi, per evitare che i lettori non riescano cogliere la gravità del fatto accaduto”.

In Sala era presente anche l’assessora delle pari opportunità di Crema Manuela Nichetti che, insieme alla rappresentante di Soroptimist International Elisabetta Rotta Gentile, ha voluto ricordare quanto il territorio cremasco sia particolarmente attento a questa problematica: “L’iniziativa di oggi è importantissima, fondamentale per quanto ci riguarda. Ci abbiamo lavorato per mesi insieme a Rete Con-Tatto e Soroptimist. Ci sono forme di violenza non voluta che la stessa stampa usa contro le donne. Ci vuole più attenzione e rispetto per questi temi, per sensibilizzare anche le nuove generazioni ad utilizzare un linguaggio consono a queste vicende così delicate, senza avere pregiudizi”.

Davanti a 180 ragazzi degli istituti superiori, la moderatrice del convegno Marianna Vazzana, giornalista di cronaca del Giorno, ha condotto gli interventi delle altre protagoniste tra cui Arianna Pagani, che ha evidenziato la drammatica statistica relativa ai femminicidi da gennaio ad oggi, più di 90, di cui 75 provenienti dal nucleo affettivo; mentre la scrittrice Cristina Obber si è concentrata sul disequilibrio di genere nell’ambito del giornalismo e della comunicazione, oltre a sottolineare un triste dato riportato da World Economic Forum, il quale colloca l’Italia al 79° posto nella classifica della parità di genere: un fatto oggettivo ed evidente che certifica quanta strada bisogna ancora fare per riconoscere alle donne le proprie virtù.

 

Riccardo Lionetto

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