Rapina sul treno, assolti. La
vittima ubriaca, "non attendibile"
Quando la mattina presto del 2 dicembre del 2018 era stato aggredito e rapinato sul treno, era di ritorno da una notte passata in discoteca. Aveva bevuto ed era ubriaco. A processo le sue dichiarazioni sono apparse contraddittorie, e gli imputati sono stati assolti.
La vittima del pestaggio, un ragazzo bergamasco di 20 anni, era reduce da una serata alla discoteca Magika di Bagnolo Cremasco. Alle prime ore del mattino aveva raggiunto con la navetta la stazione di Crema e preso il treno della linea Crema Treviglio che lo avrebbe riportato a casa. Sul convoglio, però, era stato pestato e rapinato. La testimonianza del giovane ha fatto finire a processo Gabriel ed Emanuel, entrambi lodigiani con precedenti specifici alle spalle, accusati di rapina aggravata e lesioni personali: per ciascuno di loro, giudicati con il rito abbreviato, il pm Davide Rocco aveva chiesto una pena di 4 anni, 2 mesi e 2000 euro di multa.
Una volta sul treno, la vittima, che alla stazione di Crema aveva notato la presenza di una quindicina di ragazzi, era stato avvicinato da tre di quei giovani, uno dei quali gli aveva sferrato dei pugni al volto, mentre gli altri ne avevano approfittato per rapinarlo del portafoglio contenente 95 euro, del cellulare e della cintura che indossava. “Quella sera avevo bevuto cinque cocktail”, ha sempre ammesso il ragazzo, che però si era detto sicuro del fatto che Gabriel fosse l’autore del pestaggio, mentre Emanuel colui che gli aveva sfilato di dosso la cintura. La terza persona non è mai stata identificata.
In aula la vittima dell’aggressione, che all’epoca dei fatti aveva sporto denuncia alla Polfer di Treviglio, aveva riconosciuto i volti dei due imputati tra le foto che gli erano state mostrate dal pm, ma li aveva già identificati tempo prima su Instagram. “Quando ho detto agli amici del mio gruppo cremasco cosa mi era successo”, aveva ricordato il giovane, “loro mi hanno raccontato che c’era un gruppo di ragazzi lodigiani che andava al Magika per disturbare, e sono usciti dei nomi. Quando li ho cercati su Instagram, li ho riconosciuti”.
In udienza, però, i legali della difesa, gli avvocati Benedetta Pavesi e Paolo Vezzoni, hanno fatto emergere tutte le contraddizioni emerse dal racconto della vittima, che in denuncia aveva descritto i suoi aggressori in un modo diverso da quanto dichiarato successivamente in tribunale. Altezza diversa, giubbotti di colori diversi, capelli ricci… Nessuna corrispondenza con i due ragazzi a processo.
“Un racconto contradditorio dettato dalla sua condizione alterata”, ha detto l’avvocato Pavesi. “Prima dice di aver preso un pugno alle costole, poi si corregge e dichiara di averlo preso sul volto”. I legali hanno parlato di un racconto troppo lacunoso che ha reso non attendibile la testimonianza della persona offesa. Inoltre, come hanno sottolineato i difensori, “nessun testimone era presente al momento dei fatti e le telecamere della stazione non hanno mostrato nulla di anomalo se non la presenza di gruppi di ragazzi”.
“Oggi il mio cliente”, ha fatto sapere l’avvocato Pavesi, legale di Gabriel, nel 2018 appena diventato maggiorenne, “ha un lavoro e una relazione sentimentale stabili. Ha cambiato vita e non ha più frequentazioni ambigue”. “Il mio assistito non è uno stinco di santo”, ha detto invece nella sua arringa l’avvocato Vezzoni (attualmente Emanuel è in carcere per altra causa), “ma non è lui l’autore del pestaggio e della rapina sul treno”.
Entrambi gli imputati sono stati assolti con formula piena. “Non hanno commesso il fatto”. La motivazione si leggerà tra 30 giorni.
Sara Pizzorni