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Partito Democratico, incontro
sulla sanità regionale a Izano

Nel weekend, nel grande salone del refettorio scolastico di Izano, si è tenuto un incontro pubblico sulle criticità della sanità regionale e del territorio provinciale, organizzato dal circolo PD di Izano e Offanengo.

Davanti ad una sessantina di cittadini motivati dall’importanza di un argomento, che tocca la quotidianità di tutti, hanno preso la parola i medici di famiglia Simone Bandirali e Davide Ragnoli, ed il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni.
A moderare il dibattito Antonio Grassi, giornalista, sindaco di Casale Cremasco, nonché referente con delega alla Sanità per l’Area Omogenea Cremasca.

Il Dottor Bandirali e il Dottor Ragnoli hanno portato la loro esperienza e il loro punto di vista su alcune delle problematicità che il nostro territorio soffre: carenza dei medici di base, con mancanza di nuove assunzioni, eccessivo numero di pazienti – tetto elevato a 2.000 dall’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Letizia Moratti- , burocrazia imperante, sanità privata prevaricante, per ricordare soli dei punti più scottanti.

Il consigliere regionale Piloni ha fatto una panoramica delle scelte compiute da Regione Lombardia in questi anni, che hanno finito col privilegiare la sanità privata ed una visione anacronistica dei bisogni reali in ambito sanitario. La pandemia, ha sottolineato Piloni, ha solo dimostrato i limiti della sanità lombarda con lo smantellamento della medicina di territorio, privilegiando un sistema “ospedale-centrico”. In un immediato futuro sarà quindi necessario l’attuazione di politiche riequilibrino il rapporto tra ospedale e territorio, affrontando anche i nodi della mancanza di personale anche infermieristico. Risulta inoltre indispensabile anche un nuovo rapporto tra assistenza sanitaria pubblica e privata. Oggi, chi vuole essere curato in fretta deve recarsi in una struttura privata e spesso deve pagare di tasca propria, come del resto accade anche presso gli Ospedali scegliendo il medico a cui ci si vuole affidare.

Questo sistema, ha concluso Matteo Piloni, si è rivelato non solo ingiusto, ma ormai anche fuori controllo, nonostante i 21 miliardi stanziati da Regione Lombardia. Una sanità di eccellenza come viene sbandierato? Non proprio, vista la fuga dei medici specialisti all’estero o nel privato.

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