Cronaca
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Diocesi di Crema, in programma
il 1° Convegno Migrantes

Nell’ambito del corso di formazione permanente organizzato dagli Uffici Migrantes delle Diocesi lombarde, sabato 15 ottobre, a partire dalle ore 9.00, si svolgerà a Crema il 1° Convegno regionale di Migrantes Lombardia sul tema “Di generazione in generazione: conferme o rivoluzioni?”. Il tema – che si rifà al titolo del libro pubblicato nel 2018, frutto di una ricerca commissionata dalle Migrantes lombarde all’Istituto Toniolo – intende suscitare domande, discussioni, dibattiti che portino i presenti e più ampiamente l’opinione pubblica, a prendere coscienza della complessità della questione “seconde generazioni”, che va affrontata in modo serio, tenendola al riparo dal relativismo, dalla propaganda, dall’indifferenza.

La giornata prevede un’introduzione biblica al tema a cura del vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, e due relazioni a cura di padre Aldo Skoda “Generazioni in conflitto di identità” e di Giovanni Bombelli “Alla ricerca di una identità culturale e religiosa” e che dialogherà con alcuni giovani di origine straniera. Nel pomeriggio saranno nuovamente protagonisti i giovani di origine straniera (di Crema e non solo), chiamati a testimoniare la loro personale esperienza in una tavola rotonda e si potrà provare a immergersi nel loro sguardo, attraverso la proposta dell’Integrazione Film Festival-IFF di Bergamo, a cura di Giancarlo Domenghini. Alle 17.30 le conclusioni, con la presentazione del secondo ciclo del Corso di formazione permanente per operatori pastorali, cappellani e responsabili della Pastorale migranti, dal 21 novembre all’Abbazia di S. Paolo d’Argon (Bg).

Un’occasione ghiotta, perché la lectio divina introduttiva curata dal Vescovo Daniele sarà la prima di una lunga serie: segno dell’attenzione riservata dalla Conferenza Episcopale Lombarda al tema della migrazione.

Il secondo ciclo degli incontri del Corso di Formazione sarà infatti arricchito dalla partecipazione dei vescovi, che a turno proporranno la loro riflessione.

Un’occasione ghiotta, perché, dopo l’unica relazione teorica (p. Skoda), si darà ampio spazio alle esperienze concrete. In dialogo col prof. Bombelli si proporrà dal suo punto d’osservazione Atif Nazir e Grecia Paola Gonzales Enriquez. Il primo, arrivato in Italia dodicenne nel 2000 dal Pakistan, dal 2010 al 2015 fu nel direttivo della poi disciolta sezione mantovana dei Giovani Musulmani Italiani e dal 2014 è nel direttivo del Centro Interculturale Islamico di Suzzara come vicepresidente e come membro della Commissione Diocesana per il Dialogo interreligioso. La seconda, di origine peruviana e abitante a Milano, ha una laurea in Economia e attualmente frequenta un Corso magistrale in Diritti Umani, Migrazioni, e Cooperazione internazionale.

Un’occasione ghiotta perché si potrà conoscere ed apprezzare l’impegno che da ormai 15 anni l’Integrazione Film Festival (IFF) di Bergamo e il suo presidente Giancarlo Domenghini spendono per indagare, attraverso il cinema, tutti gli aspetti, i risvolti, anche i più segreti, che si nascondono nelle pieghe delle storie di tanti migranti che affrontano una vita completamente nuova. Lo strumento del cortometraggio è particolarmente efficace per questa operazione di indagine tanto precisa quanto appassionata.

Un’occasione ghiotta perché significa riflettere sull’identità dei figli degli immigrati, giunti in Italia troppo piccoli per mantenere stretti legami culturali e religiosi con il paese d’origine e quindi portati a sentirsi parte della società in cui sono immersi, nonostante in famiglia si respiri aria diversa. Interazione tra due identità, dunque, a rischio di generare conflitti soprattutto nel tempo dell’adolescenza: una sfida aperta. Che vale per tutti: al di là dei Paesi di provenienza e delle appartenenze religiose. Questo sarà appunto l’argomento di cui si occuperà la TAVOLA ROTONDA, coordinata da Maristela Motta, collaboratrice dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Crema, che intervisterà alcuni giovani di famiglie provenienti dal Congo, dall’India, dal Marocco, dalla Romania…

Un’occasione ghiotta per conoscere la Mostra “I volti, le storie”, pensata, organizzata e prodotta dalla Consulta Intercultura del Comune di Crema. Una Mostra, come ha spiegato il Portavoce della Consulta, Ketan Tiwari, volta a rimuovere le barriere culturali e a suscitare nei visitatori emozioni e riflessioni su come il mondo in cui viviamo stia già cambiando e su come diventerà, nel prossimo futuro, sempre più multietnico e multiculturale.

Il sottotitolo della mostra Ogni ritratto è un’opera d’arte e, svelandoci la sua storia, ci invita a custodirla esprime con chiarezza il senso più profondo di questa ricerca.

Ogni volto infatti ci racconta la storia di un giovane o di una giovane del nostro territorio, che va così a costituire un puzzle di esperienze di vita diverse, ma tutte con qualcosa in comune. Le storie sono state raccolte da alcuni membri della Consulta, attraverso interviste che ci hanno permesso di conoscere gli aspetti di criticità e le difficoltà legate all’inserimento culturale e sociale delle persone ritratte, ma anche di cogliere i loro desideri, le aspettative e i piccoli successi raggiunti.

In conclusione ascoltare le esperienze di integrazione di giovani figli di migranti è il modo più efficace di riconoscere la verità del messaggio di papa Francesco per la recente Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato: Costruire il futuro con migranti e rifugiati. Una sintonia sorprendente, non cercata ma scaturita spontaneamente, che ci interroga non solo su quanto la dimensione religiosa faccia parte dell’identità dei giovani, ma soprattutto sullo spazio che sappiamo concedere nella Chiesa al protagonismo delle giovani generazioni.

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