Cronaca
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Centenario della nascita di Luigi
Giussani. Incontro per ricordarlo

Sala Alessandrini gremita lunedì 26 settembre alle ore 21 per l’incontro dal titolo “Dalla mia vita alla vostra”, organizzato dal Centro Culturale Cremasco Stefan Wyszynski e dedicato al centenario della nascita di Mons. Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione.

Come recitava il sottotitolo dell’incontro, “tre generazioni cremasche raccontano l’incontro con il carisma di don Giussani”. Dal palco, infatti, moderati da Giovanni Belloni, sono intervenuti Mariateresa Acerbi, ex insegnante e preside oggi in pensione, Marta Scorsetti, responsabile dell’Unità di Radioterapia all’Humanitas, e Iacopo Francavilla, studente universitario.

Tre età e tre prospettive diverse, dunque, per raccontare uno stesso avvenimento: in che modo l’incontro con Giussani o con il movimento da lui fondato ha inciso sulla propria vita di fede.

La prospettiva di Mariateresa Acerbi è stata quella di chi ha vissuto l’esperienza di Comunione e Liberazione fin dalla “prima ora”, negli anni in cui Giussani insegnava religione agli studenti del Liceo Berchet di Milano e incominciava a dare vita a una forma nuova e autentica di vivere l’esperienza cristiana. Senza avere il progetto di fondare qualcosa, ma solo mosso da una grande fede e da una profonda passione educativa. “L’incontro con Giussani – ha raccontato Acerbi – mi ha portato a conoscere l’amore di Cristo per me e mi ha fatto riscoprire il valore della mia vita”.

Un attaccamento al valore della vita che è emerso in maniera chiara nei tanti racconti di Marta Scorsetti, che quotidianamente vive il rapporto con persone malate gravi e che spesso si trovano a dover fare i conti con l’ineluttabilità della malattia. “L’incontro con Giussani mi ha portato a dare interamente la mia vita a Cristo”, ha raccontato Scorsetti, che – come Mariateresa Acerbi – ha aderito ai Memores Domini, l’associazione laicale di uomini e donne aderenti a CL che vivono la totalità della scelta cristiana pur rimanendo “nel mondo”, cioè nella vita lavorativa. “Partendo da qui guardo i miei pazienti sempre con speranza, anche nelle circostanze più drammatiche. E comunico loro, con la mia presenza e con la preghiera, che l’amore di Cristo non li abbandona mai”.

Iacopo Francavilla, studente universitario, non ha naturalmente conosciuto personalmente don Giussani. Ma dalle sue parole è emerso in modo chiaro come il carisma di Giussani viva ancora oggi, e si comunichi alle nuove generazioni attraverso l’esperienza che da Giussani ha avuto inizio e che tuttora conquista tanti ragazzi a riscoprire il valore e la forza della fede e della vita cristiana dentro le circostanze quotidiane.

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