Cronaca
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A Soncino, celebrata la
Giornata della cultura Ebraica

La 23esima edizione della Giornata Europea della cultura Ebraica, è stata celebrata domenica anche a Soncino, presso la sala consiliare, grazie all’impegno della locale Pro Loco e del Museo della Stampa – Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino.

Come ha ricordato nella sua introduzione Giuseppe Cavalli, responsabile del Museo della Stampa, la ricorrenza è promossa in Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla prima edizione, ventitré anni fa, le città aderenti sono aumentate, fino a raggiungere oggi oltre cento località italiane, tra le quali Soncino,ed in provincia di Cremona, anche Ostiano, che conserva ancora una Sinagoga.

“Noi facciamo la nostra parte e abbiamo sempre partecipato – ha detto Cavalli – quest’anno la città capofila in Italia è Ferrara e noi speriamo un giorno di poter diventare, pur se piccoli, anche noi capofila”. Dopo i saluti del sindaco Gabriele Gallina, che ha ringraziato Museo della Stampa e associazione Pro Loco per le loro molteplici attività, la parola è passata alle relatrici, che hanno guidato i presenti verso il tema scelto a livello nazionale per la Giornata: il rinnovamento, quale migliore termine per descrivere le condizioni degli Ebrei, i quali hanno dovuto spostarsi da un luogo all’altro in continuazione.

L’inquadramento storico è stato curato dalla dottoressa Francesca Perotti, che ha trattato proprio l’argomento legato alle peregrinazioni della famiglia Soncino, partendo da Spira in Germania, fino ad arrivare a Il Cairo in Egitto, passando per Padova, Fano, Venezia, Rimini, con la necessità ogni volta di adeguarsi a nuove leggi, abitudini, condizioni di vita. Spazio anche alla descrizione di quello che sono stati i Monti di Pietà e i banchi di pegno ebraici, ed aspetti tecnici circa la stampa della prima Bibbia a Soncino, con particolare attenzione alla circostanza dell’inserimento dei segni per la vocalizzazione accanto ai caratteri consonantici, perché ha commentato Cavalli, “gli ebrei pronunciano le vocali, ma non le scrivono”.

La relazione della dottoressa Valeria Rossini, responsabile del patrimonio librario del Museo della Stampa di Soncino e specializzata nell’analisi dell’aspetto grafico e nella bibliologia, ha toccato invece altri aspetti, legati all’evoluzione della stampa, dagli incunaboli (nome dato ai primi prodotti della tipografia, ndr), ai prodotti dell’arte tipografica del cinquecento, partendo dalla Bibbia latina, che Gutemberg stampò a Magonza intorno alla metà del quattrocento. Dalla prima tipografia a Subiaco, negli anni sessanta del quattrocento, alla stampa della prima Bibbia con il testo su due colonne, Valeria Rossini ha analizzato l’evoluzione del libro nella tipografia ebraica, passando per i Soncino, ma anche l’evoluzione grafica, fino a Daniel Bomberg, primo cristiano che si cimenta con la stampa dei libri in ebraico.

Ilario Grazioso

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