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Bilancio,la proposta di Beretta:
"Vendere la palazzina di AFM”

Il consigliere di minoranza, Simone Beretta, propone alla maggioranza non solo la vendita delle farmacie comunali, per avere maggiori risorse da investire sulla città, ma anche di affittare o vendere la nuova palazzina di via Samarani, che Afm sta ristrutturando. Potrebbe servire ad ASST Crema, sempre alla ricerca di nuovi spazi .
Ecco la sua proposta

“Mi sono astenuto sulle ultime variazioni di bilancio approvate dalla giunta Bonaldi.
Per buon senso. Senza la presenza dell’ex sindaco nell’attuale consiglio comunale venivano a mancare i presupposti politici per un voto contrario. Se avessi condiviso le variazioni avrei votato a favore. Astenendomi ho lasciato il campo aperto a valutazioni critiche che non ho fatto mancare in sede istituzionale.
Quindi un scelta maturata non certo per “captatio benevolentiae”.

Non condivido che si sia utilizzato l’avanzo di amministrazione per pareggiare il bilancio di parte corrente a copertura dei maggiori costi dovuti soprattutto agli aumenti energetici dopo la guerra della Russia di Putin all’Ucraina
Avrei preferito momentaneamente che trovassero le risorse necessarie attraverso un taglio lineare dei costi in attesa di definire una revisione strategica del taglio dei costi, soprattutto quelli relativi alla spesa sociale che continuo a ritenere eccessiva rispetto ai bisogni da soddisfare.

Continuo a sostenere che la Coprogettazione è buona cosa ma applicata male. Rimettendo infatti a gara tutta una serie di servizi pur in un quadro definito di cogestione risparmieremmo già lì alcune centinaia di migliaia di euro.
Avere sottratto soldi dall’avanzo di amministrazione denuncia poi una carenza strutturale a progettare.
Se i progetti di massima fossero diventati progetti esecutivi le opere sarebbero già state realizzate ed il comune si sarebbe trovato a reperire le risorse altrove. O no?
Una contraddizione di fatto nei termini.

Ma anche una responsabilità per non avere attinto a nuovi mutui che il nostro bilancio di parte corrente era ed è in grado di sostenere.
Continuo anche a ritenere che le riscossioni oggi in mano all’ICA debbano rientrare in comune. Altre centinaia di migliaia di euro che in un sistema digitalizzato potrebbe essere sostenute dal comune senza particolari aggravi sul costo del personale.

E altro ancora, come la vendita delle farmacie comunali che oltre a perdere di smalto man mano che passa il tempo non svolgono più alcuna funzione caratterizzante di tipo sociale.
Sarebbe qualche milione di euro che entrerebbero nelle casse comunali. E perché non valutare l’affitto o la vendita della palazzina che le farmacie starebbero per costruire per gli spazi necessarie alla “farmacia” dell’ASST?
Non solo, se andassero in competizione con i privati per sconti e azioni sociali verso gli utenti non ci sarebbe trippa per gatti.
Il pubblico sarebbe destinato a soccombere.
I margini di utile delle nostre farmacie comunali sono nettamente inferiori rispetto a quelli del privato e quindi non in grado a reggere sul piano della competitività tranne decidere di andare in rosso.

Diamoci da fare. Sprovincializziamoci. Facciano subito le toilettes per i turisti. Evitiamo che l’Ansa riprenda la notizia.
Investiamo. Solo così creiamo posti di lavoro e riduciamola povertà. Oltre a dare maggiore dignità alle persone e alle famiglie.
Tutto quello che qui ometto è solo per non farla troppo lunga. Parlo a chi ha orecchie per intendere. Cose non semplici ma strategiche.
Il futuro dietro l’angolo potrebbe non essere roseo come qualcuno continua a sperare.
Io interpreto così il mio ruolo di minoranza. Pensando e proponendo. Come ieri, sempre costruttivo. A decidere non tocca a me. Altri hanno vinto e hanno diritto a governare”.

 

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