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Rilancio Area Omogenea Cremasca:
"Il territorio unito è più forte"

Creare un ente di governo, intermedio tra i Comuni e la Provincia che possa, grazie alla sua coesione e determinazione trasversale dei sindaci, difendere alcuni presidi, ad esempio l’ ospedale con il tema sanità, ma diventare anche promotore di sviluppo territoriale.
È l’ ambizione dei sindaci dei comuni dell’Area Omogenea Cremasca, che si sono dati appuntamento a Villa San Michele, a Ripalta Cremasca, prima della pausa estiva. Obbiettivo: rilanciare il progetto territoriale che ha visto, per la prima volta uniti, tutti i comuni del cremasco grazie alla ricomposizione della frattura e il rientro dei sindaci fuoriusciti. Liquidati, proprio ieri  da SCRP, 3 milioni e 600 mila euro ai comuni fuoriusciti ed altri 4 milioni di euro attribuiti, in quota parte, agli attuali soci come anticipo di riparto della liquidazione.

Grazie all’ unità ritrovata, ma soprattutto all’ unità di intenti, poche le sfumature emerse nei vari interventi, i sindaci dell’area omogenea cremasca possono affrontare le grandi sfide che li attendono su tematiche sovracomunali quali: la transizione ecologica, ambientale e digitale; infrastrutture, scuola e welfare. Braccio e strumento operativo per la realizzazione dei progetti sarà Consorzio.it dal valore patrimoniale pari a 27.854.500 euro. È tuttavia necessaria una nuova governance che presidi gli indirizzi dati.

“Ci prendiamo agosto per sedimentare le idee che sono emerse – ha detto il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi – e proporre un ridefinizione della governance. Penso a una giunta territoriale del cremasco. Devono essere scelte le modalità, le forme e le composizioni, ricercate le disponibilità a far  parte di questa esperienza amministrativa. Crema, come ente capofila, ha la consapevolezza di un protagonismo cooperativo, all’ interno di questo processo e nuovo corso”.

Sabrina Grilli

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