Cronaca
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Panathlon Club Crema:
la festa per i 60 anni

Festeggiato ieri sera a Villa Toscanini il compleanno del Panathlon Club Crema, fondato il 13 marzo di 60 anni fa, nel corso della conviviale alla quale hanno partecipato Pier Zappelli, presidente internazionale, la segretaria generale, Simona Callo, il Governatore dell’Area 2 Lombardia, Attilio Belloli, ed alcuni presidenti dei club del territorio, tra i quali Filippo Grassia (Panathlon Milano) e Roberto Rigoli (Panathlon Cremona). A fare gli onori di casa il presidente Massimiliano Aschedamini, per il quale l’occasione del sessantesimo anniversario di fondazione del Panathlon Crema, non deve essere inteso come momento di autocelebrazione, ma quale occasione per ricordare l’attività del club, documentata nelle pubblicazioni che ogni 5 anni ne sintetizzano i progetti, realizzati con l’impegno di tutti i presidenti che si sono succeduti. Non poteva mancare il ricordo ai 13 soci fondatori, con tanto di copia del cimelio risalente alla sera del 13 marzo 1962, quando fu deciso di far nascere il Panathlon anche a Crema: Angelo Napo Arrigoni, Nino Bellini, Luciano Canavese, Giordano Castagna, Ettore Chiappa, Angelo Dossena, Piero De Luigi, Giorgio Fadini, Franchi Bir Tobras, Renzo Marchesi, Renato Tesini, Avio Vailati Venturi e Artemio Villa. Il presidente Aschedamini li cita tutti e poi dirige il suo sguardo al futuro: l’obiettivo è quello di migliorare quanto fatto in questi anni, patrocinando e incentivando lo sport e le società sportive, ha ricordato l’architetto Aschedamini. Il Panathlon Crema è stato fondamentale anche nel percorso che nel 2016 ha portato Crema ad essere Città europea dello sport, ed ha fatto la propria parte anche nel difficile periodo dell’emergenza sanitaria, sostenendo l’attività sportiva perché, ha concluso il presidente Aschedamini, citando Steve McQueen e dando appuntamento alla prossima ricorrenza tra 5 anni: la corsa è la mia vita, tutto ciò che viene prima o dopo è solo attesa.

Fare del bene per lo sport: questo il concetto espresso dal presidente Pier Zappelli, con riferimento al Panathlon ed alla volontà di far conoscere sempre di più il Panathlon, quale club al servizio dello sport: “Non chiediamo niente, ma facciamo tante cose per diffondere gli ideali dello sport. Da noi – ha aggiunto Zappelli – far parte del Panathlon è un dono senza riscontro”.

È intervenuto anche il noto giornalista ed ex assessore regionale Filippo Grassia, nella sua qualità di presidente Panathlon Milano: “Il Panathlon deve avere ruolo particolare nello sport, deve essere la gamba culturale dello sport” ha detto Grassia, complimentandosi con il club cremasco per l’apertura al mondo giovanile e le presenze femminili. Negli altri interventi degli ospiti, Attilio Belloli ha evidenziato la mission del Panathlon, “fare un servizio per chi fa sport e per la cultura sportiva”, e per la segretaria Callo, che ha invitato tutti alla sede del Panathlon a Rapallo, “quando si ha cura del passato, si ha cura anche per il futuro”.

Nonostante le incertezze relative al meteo, la serata oltre agli interventi istituzionali ha avuto momenti riservati alla musica ed alla danza, con le apprezzate melodie del gruppo Synthless e le performance degli allievi dell’Accademia di Danza di Denny Lodi.

L’intervento del Past president e già Governatore Area 2, Fabiano Gerevini, ha chiuso i festeggiamenti, con la consegna di un riconoscimento al socio Lino Negretti, per i suoi 50 anni di tesseramento e la comunicazione dell’attribuzione al presidente Massimiliano Aschedamini della Domenico Chiesa Award, premio conferito dal Panathlon International, su richiesta dei club, per l’impegno e il contributo profuso nell’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali. A margine delle celebrazioni per il sessantesimo del Club di Crema, il presidente internazionale Zappelli ha ricordato come il prossimo autunno in occasione del congresso del Panathlon International che si svolgerà a Roma il 16 settembre, sarà consegnato il prestigioso Premio Flambeau d’Or al presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach.

Ilario Grazioso

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