Cronaca
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Il Marzale, il Serio:
nuovi contributi di geostoria

Una splendida mattinata, sabato 11 giugno, trascorsa con i volontari FAI di Crema al Santuario del Marzale grazie all’accoglienza del Parroco di Sant’Imerio di Ripalta Vecchia, don Gino Mussi.

La chiesa di Santa Maria del Marzale è da secoli un luogo sacro, caro e simbolico per chi ha abitato e ancora abita il nostro territorio, rannicchiata nel verde su quell’esile lingua di terra soprelevata che divide la valle del Serio Vivo da quella del Serio Morto. L’affresco della Madonna del Latte, oggi collocato sull’altare maggiore, gli affreschi sulle pareti interne ed esterne, la cappellina esterna dedicata alle Anime del Purgatorio, posta a presidio dell’antico cimitero, la Scala Santa, che conduce ai piedi della scarpata occidentale, la “costa”, nel punto in cui si trova la Cappella dell’Apparizione, sono alcune delle tracce visibili dell’intensa devozione suscitata dal luogo.

L’opportunità di conoscere meglio la storia di questo complesso e le opere d’arte che custodisce e custodiva (il Compianto sul Cristo morto ora è nella cripta del Duomo di Crema) ha catturato l’attenzione e l’interesse di quasi ottanta visitatori che, suddivisi in tre gruppi, hanno fatto un percorso nel verde scendendo lungo un sentiero al piano sottostante, nella valle del Serio Vivo, accompagnati dai racconti coinvolgenti di Valerio Ferrari, delegato FAI cremasco per l’ambiente e Presidente del Museo della Civiltà contadina di Offanengo, storico del territorio e autore del volume Il Marzale, il fiume Serio e le vicende di un tratto territoriale antico e ricco di storia, Cremona 2022, dedicato proprio a questi luoghi.

Nel panorama territoriale cremasco, il Santuario del Marzale è, probabilmente, l’edificio di culto di ambito rurale di cui ci si è occupati di più nel corso degli ultimi decenni. Pur rispettando gli elementi fondamentali di una tradizione storiografica ormai in buona parte consolidata e che fa riferimento agli scritti di Mons. Zavaglio, con qualche doveroso aggiornamento, Valerio Ferrari ha messo in evidenza il contesto territoriale ‒ che trova nel fiume Serio un protagonista indiscusso ‒ con le vicende che l’hanno coinvolto. La strada del Marzale era un tempo di primaria importanza, e il luogo del Marzale era dotato di speciali fortificazioni. Questo comparto di territorio cremasco, inserito in un più ampio quadro che dalla Bassa Bergamasca, giunge sino al territorio castelleonese; le conseguenti vicende storiche sono risultate determinanti nel disegnare quell’assetto geopolitico che, lungo lo storico confine segnato dall’antico corso del Serio (ora Serio Morto) hanno visto contrapporsi, spesso in modo cruento, gli opposti interessi dei cremonesi rispetto a quelli dei cremaschi, di solito spalleggiati dai milanesi.

Nella seconda parte della visita, l’architetto Ester Bertozzi ha descritto le peculiarità della chiesa, che presenta l’aspetto esterno di un fabbricato rurale, fatto di coppi, legno e mattoni. Le sue dimensioni e forma attuali sono esito di un crollo parziale, avvenuto nel corso del XVI secolo, quando un’eccezionale piena del Serio ha eroso la scarpata occidentale, sulla quale il fronte dell’edificio affacciava. Tra gli affreschi ordinati in successione sulla parete settentrionale dell’aula, ispirati al tema della Madonna del latte e della Madonna in maestà; di particolare interesse e qualità lo Sposalizio di Santa Caterina, databile al XIV secolo, con stemma della famiglia Terni di Crema, probabile committente dell’immagine votiva.

Hanno accolto e introdotto le visite e i relatori la Capo delegazione FAI di Crema Annalisa Doneda con le delegate e volontarie Elettra Torazzi, Lucrezia Severgnini, Daniela Fagnola, Sara Oleotti e Maria Pia Oneta. Presto saranno proposte altre iniziative di valorizzazione del territorio della Delegazione FAI di Crema, per informazioni: crema@delegazionefai.fondoambiente.it

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