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La lettera di Gisella al papà
“Saresti un ottimo sindaco”

Quando decise di scendere in campo   e correre da solo nell’agone politico Simone Beretta scrisse una lettera alla figlia Gisella in cui spiegava le ragioni per cui aveva deciso  di candidarsi a sindaco della città di Crema. Ora, prima del traguardo, è la figlia che scrive al papà: “Saresti un ottimo sindaco".

Caro papà Simone,

 

Ora tocca a me scriverti una lettera. Davvero non come mossa elettorale ma perché per me è sempre stato importante far capire chi davvero sia mio padre.

È una cosa che volevo fare da molto tempo, da quando da piccola siamo passati davanti a un muro con scritto “Beretta Bestia Quadra”. Mi chiedevo: “Perché tanto odio? Non conoscono davvero mio padre?”, pur chiedendomi continuamente (e ancora oggi) cosa significassero quelle bizzarre parole. Nel 2001 dopo la vittoria di Ceravolo a sindaco di Crema, passai da Piazza Duomo mano nella mano con mia mamma, vedendo da lontano almeno 30 persone che gridavano saltando “Chi non salta Beretta è”, manco tu fossi una fede calcistica. Avevo solo 7 anni e quell’odio insensato mi colpì molto, soprattutto da parte di un’area politica che spesso professa amore e rispetto. Non sto ad elencare tutte le cattiverie gratuite che mi è capitato di sentire su di te, perché davvero non ti hanno mai inquadrato davvero come persona.

Quindi, voglio provare a descriverti io papà, con qualche piccolo esempio.

Mi hai insegnato il significato dell’impegno e del sacrificio, come quando mi accompagnavi ad ogni esame universitario a Pavia di primo mattino. Un atto non dovuto ma che serviva a farmi stare il più tranquilla e rilassata possibile in quei momenti.

Mi hai insegnato l’altruismo, come quando hai accolto come un figlio Daniel, il mio ragazzo di Madrid.

Mi hai insegnato l’ottimismo, forse fin troppo. Al lavoro spesso mi chiedono come faccia ad essere sempre così allegra, e questo è innegabilmente frutto di come tu vedi la vita, sempre con un sorriso e prendendo il lato buono di tutto.

Mi hai insegnato cosa sia la buona politica, fin da quando mi portavi ai tuoi convegni o riunioni. Non ti ho mai sentito offendere seriamente nessuno, non ti ho mai visto compiacente verso nessun tipo di corruzione. Come ricordi spesso, ti considero un Peter Pan, guardi il mondo e persino la politica attuale con gli occhi di un bambino, vivendola con la passione e l’entusiasmo che avevi quando a 20 anni ti chiesero per la prima volta di scendere in campo.

Mi hai trasmesso i valori cristiani nel senso più vero del termine, non come dogmi, non come bigottismo, ma come amore ed empatia verso gli altri.

Infine bisogna dirlo, con te mi sono divertita e mi diverto ancora tanto, condividendo la nostra grande passione per lo sport (dal Milan al tennis, dell’atletica al Curling) come bevendo insieme un bicchiere di vino, giocando a Scala 40 come discutendo del futuro della politica e dell’Italia.

Ecco, papà tu per me sei questo e molto di più.

Non so come andrà a finire la tua avventura come candidato, so solo che sono tanto orgogliosa di te e che saresti un ottimo sindaco così come sei stato e sempre sarai un fantastico padre.

 

Gisella

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