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Finalpia: documenti inaccessibili, come può
la Sindaca gongolare senza averli letti?

da Emanuele Coti Zelati, capogruppo La Sinistra - - Paolo Losco, candidato sindaco Sinistra Unita per Crema

Nei giorni scorsi abbiamo provveduto, con un accesso agli atti, a richiedere copia del contratto tra Fondazione Finalpia e Hyma. La risposta del Presidente Pagliari è stata picche: secondo lui Finalpia, indipendente dal Comune, non deve far sapere nulla ai rappresentanti dei cittadini.

A questo punto sorgono legittime domande: se Finalpia, che è della città di Crema (che attraverso un atto del Consiglio Comunale ha prestato circa 40.000 € alla Fondazione per finanziare una valutazione pro vendita che però non è mai avvenuta!), sigla un misterioso contratto con la società che, fino a poco tempo fa, era inadempiente rispetto al precedente contratto ma nessuno in città può sapere cosa c’è scritto in quell’accordo, come può la Sindaca Bonaldi (che aveva addirittura proposto, senza riuscire a realizzare nulla, di avviare un “crowdfunding civico” per finanziare la Fondazione) gongolare per l’accordo senza conoscerne i contenuti? (Perché, è il caso di sottolinearlo, se Bonaldi avesse letto il contratto nella sua funzione di Sindaca, allora è legittimo che ogni consigliere possa leggere lo stesso documento); oppure la Sindaca  annuncia successi senza aver letto le carte? Se fosse così la serietà sarebbe veramente un optional … perso da tempo…

Quindi delle due l’una: o la Sindaca (e il suo entourage) parla senza avere cognizione di causa oppure la trasparenza e i diritti dei consiglieri sono dimenticati. In entrambi i casi siamo di fronte al segno di un’Amministrazione che non è capace di giocare il proprio ruolo istituzionale.

Inoltre: che fine ha fatto la sfavillante promessa di convertire il patrimonio di Fondazione Finalpia in servizi per anziani e persone con disabilità da realizzarsi sul territorio cremasco in collaborazione con le realtà locali? Non si era avviato un lungo percorso di consultazione del terzo settore locale? Tutto perduto nella solita narrazione del “non potrebbe andare meglio”…

Si tratta di poter avere una politica che parli e conduca la città diversamente, che non ceda a certi giochini di potere, che abbia la capacità di dire le cose per come stanno, che la smetta, una buona volta, di gettare fumo negli occhi dei cittadini con narrazioni lontanissime dalla realtà e che sappia, veramente, essere capace di intessere relazioni efficaci e generative per il benessere di tutta la collettività: tutte cose a cui l’Amministrazione ha rinunciato.

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