Cronaca
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Donne uccise dai partner, primato in
Lombardia. I femminicidi a Crema

Cominciano ad aumentare in modo preoccupante anche in questi primi mesi del 2022 i numeri delle donne uccise, confermando il trend di costante crescita di questi ultimi anni. L’ultimo episodio in Lombardia risale a martedì scorso, a Fara Gera D’Adda, nella bergamasca, con la morte di Romina Vento, 44 anni, annegata nell’Adda per mano del marito Carlo Fumagalli, che avrebbe inscenato un incidente d’auto. L’uomo è stato arrestato per il delitto.

E’ l’ultimo omicidio di una lunga serie che in Italia registra numeri drammatici: solo nel 2021, secondo il report del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, 70 sono le donne che hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. Nel 2020 erano state 68. In Lombardia, nel 2021, le donne uccise sono state 11, un primato.

Numeri non meno importanti l’anno precedente. Un anno nero anche per la nostra provincia: il 24 giugno del 2020 in una villetta di via De Nicola a Palazzo Pignano, nel cremasco, era stata uccisa Morena Designati, 49 anni, affetta da sclerosi multipla, vittima della manie di controllo del marito, Eugenio Zanoncelli, che l’aveva colpita con un pugno e con un colpo di stampella. Il 22 novembre del 2021 la Corte d’Assise di Cremona lo ha condannato all’ergastolo.

Quasi due mesi dopo, il 15 agosto del 2020, a Crema, era stato trovato il corpo di Sabrina Beccalli, la 39enne bruciata nella sua Fiat Panda nelle campagne di Vergonzana da Alessandro Pasini, finito in carcere per l’omicidio della donna, ma assolto il 29 ottobre del 2021 per mancanza di prove. L’uomo è stato condannato a sei anni solo per distruzione di cadavere e incendio. La procura di Cremona ha impugnato la sentenza.

A Cremona l’ultimo femminicidio risale al 24 gennaio del 2018: in via Fatebenefratelli, al quartiere Zaist, si era consumato un duplice omicidio: Wu Yonggin, 50enne cinese, armato di mannaia, si era avventato contro la moglie, la 46enne Chen Aizhu, e contro il bimbo di tre anni figlio di una coppia di connazionali. Il bimbo aveva pagato per i genitori, odiati dall’omicida in quanto amici della moglie verso la quale ormai provava solo sentimenti di odio e rancore. Il 14 marzo del 2019 Wu Yonggin, processato con il rito abbreviato, è stato condannato a 20 anni di reclusione.

Un altro femminicidio era stato commesso a Cremona nella notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2016, quando Chabli Saddike, 60 anni, marocchino, aveva strangolato la moglie Nadia Guessos, 46 anni, nel loro appartamento di via dell’Annona. L’uomo, ritenuto capace di intendere e di volere, è stato condannato a 18 anni di carcere.

Un anno prima, nel 2015, è arrivata la sentenza definitiva di un altro delitto che ha sconvolto il territorio cremonese: l’uccisione di una donna e della figlia di soli due anni. Il 10 dicembre del 2015 la Corte di Cassazione ha pronunciato sentenza di condanna all’ergastolo per Maurizio Iori, l’ex primario del reparto di Oculistica dell’ospedale di Crema, colpevole del duplice omicidio dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della figlia Livia, nata dalla loro relazione. Il 20 luglio del 2011, nel loro appartamento di via Dogali a Crema, mamma e figlia erano state sedate con il farmaco Xanax, somministrato in gocce, e poi uccise dopo aver respirato gas butano contenuto in quattro bombole da campeggio.

L’anno dopo, nel luglio del 2012, altro delitto: Daniele Fraccaro, ex edicolante di Izano, aveva ucciso per gelosia la sua convivente, Lizbeth Zambrano, ecuadoregna di 30 anni, nella loro abitazione di Trigolo. Le continue discussioni e i rapporti difficili di coppia avevano armato la mano di Fraccaro che, dopo aver colpito la vittima al volto, l’aveva inseguita, conficcandole un coltello nella schiena. Nell’aprile del 2013 è arrivata la condanna a 15 anni di carcere.

E’ invece ancora senza un colpevole il caso di Arianna Zardi, la 25enne di Casalbellotto trovata morta in golena, a Torricella del Pizzo, il 2 ottobre del 2001. Nel gennaio del 2016 il corpo della ragazza, studentessa di Teologia, era stato riesumato per essere esaminato. Nemmeno gli esami del dna sul giro di amicizie della vittima hanno fatto luce su un mistero che dura da vent’anni. Lo scorso luglio la famiglia si era opposta alla richiesta di archiviazione della procura dove c’è un fascicolo aperto nel 2015 dall’ex procuratore Roberto di Martino per omicidio. Il giudice deve ancora decidere.

Sara Pizzorni

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