Lettere
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Lettera aperta ai giovani della città
in qualità di Assessore alle Politiche Giovanili

da Michele Gennuso

Care Giovani e Cari giovani di Crema,

come Assessore alle Politiche Giovanili della nostra città ho sentito forte la necessità di inviarvi questa mia personale riflessione.

In questi cinque anni, in cui ho ricevuto l’incarico di occuparmi anche di voi, tra le deleghe che mi sono state assegnate, ho cercato di immaginare l’assessorato alle Politiche Giovanili come un vero e proprio bazar, un luogo ricco di stimoli e opportunità, non solo un distributore di servizi ma un collettore di entusiasmo.

In particolare il mio chiodo fisso è stato però quello della partecipazione, del fatto cioè che i giovani potessero esercitare il ruolo di protagonisti nella vita della città a tutti i livelli, dall’impegno “politico” propriamente detto, dall’arte allo sport, dal volontariato alla scuola, con un occhio rivolto anche a tutti quei giovani che vivono momenti di fragilità; non so se ci sono completamente riuscito ma vi assicuro che l’intento era quello.

La Consulta Giovanile che ho contribuito a riattivare è stato uno strumento di partecipazione, non è stato l’unico e non è detto che sia il migliore, ma sicuramente ha offerto un luogo di confronto e di riflessione che, permettetemi di dire, ha affascinato molti soprattutto all’inizio, come è giusto che sia di fronte ad una novità!

Tanti giovani hanno partecipato alla vita della consulta imparando la complessa arte della democrazia oltre che l’altrettanto arzigogolato rapporto con la macchina amministrativa, e mai nessuno è stato invitato a tirarsene fuori; è vero che il numero dei giovani attivi si è ridotto e molti giovani all’inizio entusiasti ne sono usciti attraverso una decisione personale insindacabile spesso non sempre chiara, ma credo che sia quanto meno ingeneroso colpevolizzare la giunta o l’assessore alle politiche giovanili delle scelte personali e insindacabili dei singoli che hanno portato ad una evidente riduzione del numero dei giovani della Consulta.

Ricordo bene quando, una volta avvenuta l’elezione del direttivo e del Presidente, io, con un atto anche molto “teatrale”, ho pubblicato sui social la foto della mia uscita dal gruppo Whatsapp della Consulta con il chiaro intento di non interferire minimamente con quel luogo di rappresentanza giovanile.

Io mi sono preso questa responsabilità!

La stessa identica responsabilità appartiene a tutti quei giovani che in questi anni hanno deciso di fare parte di quel contesto contribuendo ad arricchirlo e farlo progredire o che hanno deciso legittimamente di uscirne.

La responsabilità è un abito che appartiene a tutti sin da quando iniziamo ad essere capaci di intendere e di volere e proprio per il valore che i giovani hanno non possiamo fare sconti proprio sul tema “responsabilità”!

E qui probabilmente partirà la succulenta polemica animata dalla necessità di attirare l’attenzione dell’elettorato per macinare voti (un po’ come chi si affanna a macinare like sui social!) eppure il luogo di partecipazione era, è, e sarà solo e sempre dei giovani della città, tutti, nessuno escluso che lì potranno imparare a confrontarsi anche se abitano latitudini politiche e sociali differenti.

Io sinceramente sono altresì convinto che si può fare della buona Politica anche stando fuori dai “palazzi del potere”, tanti sono i giovani (e non solo) che si preparano professionalmente per occupare ruoli di responsabilità nella nostra società (e non è forse questa Politica?), e altrettanti sono i giovani che si donano nel volontariato.

Però in questo momento siamo tutti nel tritura carne della campagna elettorale!

In queste settimane sono stato colpito molto dal movimento che si sta sviluppando tra alcuni giovani della nostra città nei vari schieramenti che si apprestano ad affrontare l’Election Day.

Un movimento interessante sicuramente scatenato da un profondo desiderio di mettersi alla prova in un contesto di partecipazione ben definito con delle regole precise che riguardano la possibilità di amministrare la città dove si è nati e cresciuti.

Amministrare la città: decidere cosa è meglio per i cittadini! Una responsabilità che fa venire il brivido dietro la schiena!

E’ un valore enorme quello dell’impegno attivo dei giovani per il bene comune, dobbiamo essere tutti orgogliosi del fatto che ci siano dei giovani così nella nostra città, perché questi giovani sono frutto dell’azione educativa a vari livelli esercitata negli anni da molti adulti nella scuola, negli oratori, nelle associazioni di volontariato, nelle squadre sportive, nelle famiglie.

Quindi c’è un sistema educativo efficace!

La partecipazione nella vita di una comunità è un bene prezioso per tutti: per chi la mette in atto e per chi ne riceve i frutti.

Quindi il rischio che intravedo in questo momento è legato alle “regole” non scritte che pare una campagna elettorale richieda.

Io non ho molta esperienza di campagne elettorali, ma mi sono fatto l’idea che il rischio più grosso sia quello di mortificare anche le migliori intenzioni, se non addirittura scoraggiare coloro che vorrebbero impegnarsi in prima persona, mettendoci la faccia, il tempo, le idee, la passione perché non reggono lo scontro soprattutto se fine a sé stesso.

In pratica quello che vi consiglio è di restare giovani!

Di non assumere ruoli visti e rivisti di “politici” navigati che cercano lo scontro a tutti costi, non siamo in TV dove è necessario tenere alto lo share.

Rimanete giovani con la vostra fluidità emotiva e cognitiva, che vi consente di creare e di sperimentarvi anche in una relazione politica che possa essere fonte di arricchimento reale per tutta la comunità.

Qualcuno di voi dirà: non è successo alcun tipo di scontro, la stai facendo più grande di quello che è!

Bene, meglio così, ma per deformazione professionale prevenire è meglio che curare.

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