Cronaca
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Sistemare le strade provinciali?
Servirebbero 38 milioni

Centinaia di chilometri e quasi 40 milioni di spesa per riparare i danni dell’usura sulle strade provinciali, dall’estremità nord al confine con il milanese a quello sud con il mantovano. Per l’esattezza ammonta a 30 milioni e 660mila euro (38 milioni 325 mila, se si contano anche le spese tecniche e l’Iva), il fabbisogno delle strade provinciali registrato dall’Ufficio tecnico della Provincia che ha suddiviso gli interventi in quattro scaglioni a seconda di quanto sono deteriorati e trafficati i percorsi.
Tronchi stradali sui quali – affermano i tecnici – “è opportuno un ripristino adeguato in tempi brevi per assicurare un livello di efficienza e sicurezza accettabile”.

Come si vede dalla cartina, sono stati usati quattro colori ad indicare le situazioni più o meno gravi: dal rosso delle strade ad alta densità di traffico e molto ammalorate, al verde di quelle meno utilizzate. I rifacimenti di asfalto riguardano però solo pochi tratti. Ad esempio, lungo la Codognese il tratto messo peggio è stato individuato tra Cavatigozzi e Acquanegra.
Priorità di intervento anche per la provinciale tra Corte de Cortesi e Robecco d’Oglio, e per uno spezzone di provinciale 83 (Via Persico), tra Persichello e il cavalcavia dell’autostrada.
E anche la strada che collega Pizzighettone a Formigara e che prosegue poi fino a Cappella Cantone è stata messa tra le priorità.

Il grosso degli interventi più urgenti per la sicurezza si concentra in alcune aree del cremasco e del casalasco. Nel primo caso ad esempio, viene individuato un lungo tratto della ex statale 591 subito dopo Crema , ma anche le strade di uscita dalla città verso Campagnola Cremasca e Cremosano. Prioritaria anche la tangenziale di Crema, almeno fino a Ombriano.
Ad est di Cremona, spiccano gli interventi sul tratto di provinciale 33 tra Sospiro e Pieve san Giacomo e su ampi tratti di strada Bassa per Casalmaggiore, in particolare tra pieve d’Olmi e San Daniele; appena prima di Solarolo Monasterolo, e poi ancora tra Motta Baluffi e Gussola.
Ora per l’amministrazione provinciale parte la ricerca di finanziamenti, solitamente statali o regionali, con l’incognita però dei prezzi al rialzo delle materie prime e delle difficoltà a reperirle, che sta mettendo in crisi anche cantieri già avviati. gbiagi

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