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Bilanci comunali, si torni a parlare
di ritorno del residuo fiscale

da Daniel Bressan - Vicesindaco di Offanengo

Gentile direttore,

in queste settimane nelle amministrazioni comunali ci si trova nel bel mezzo delle sessioni di bilancio. Un leitmotiv territoriale emerge nonostante le numerose differenze tra i comuni della nostra provincia: il taglio dei trasferimenti statali. Era prevedibile, nel periodo dell’emergenza sanitaria i comuni, e in particolare i nostri della prima zona rossa, sono stati beneficiari di numerosi fondi statali, ora a emergenza sanitaria (si spera) finita, i comuni vengono lasciati da soli tra le macerie dell’emergenza COVID e, soprattutto, nel pieno di un ulteriore emergenza prezzi legata al rincaro delle materie prime ed energetiche.

Molte amministrazioni come la mia, nonostante le enormi difficoltà del momento, sono riuscite ad approvare il bilancio di previsione senza aumenti di tasse, altri al contrario, hanno dovuto ricorrere inevitabilmente alla sgradevole operazione di rialzo le aliquote.

Ritengo che da cittadino lombardo questa situazione sia a dir poco vergognosa, soprattutto se ricordiamo l’enorme residuo fiscale lombardo, la differenza tra le tasse pagate dai cittadini e le risorse “restituite” sotto forma di servizi e trasferimenti, oltre 50 miliardi di euro ogni anno, oltre 5000 euro per ogni abitante prelevati dalle tasche dei lombardi e non restituiti. Lascio immaginare a Lei e ai suoi lettori cosa vorrebbe dire non dico trattenere l’intero residuo fiscale per i comuni, ma anche solo una quota del 5% di quella cifra, un comune come il mio, Offanengo di 6000 abitanti circa, potrebbe contare su un extradotazione di 1,5 milioni di euro, una cifra importantissima che permetterebbe opere importanti, manutenzioni, aiuti ai cittadini e in questo momento ci garantirebbe di superare senza contraccolpi l’emergenza prezzi.

Questi argomenti devono tornare in maniera prepotente nell’agenda politica del nostro territorio, senza paure o preconcetti ideologici, il tema del ritorno del residuo fiscale sul territorio è e deve essere un argomento di unione del territorio, proprio perché nonostante le differenze siamo accomunati dalle difficoltà legate al momento storico che stiamo vivendo e dalla convinzione che i nostri cittadini meritano rispetto, il nostro territorio non può più essere utilizzato solo come bancomat statale. È ora di dire basta, è ora di pretendere un ritorno di quel residuo fiscale, frutto dei sacrifici dei nostri cittadini per destinarlo al territorio che l’ha prodotto, ai suoi cittadini e alle sue imprese.

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