Cronaca
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Nadir Malizia: “Tutti diversi,
la normalità non esiste”

Un sabato pomeriggio dedicato ad un’ampia riflessione sul tema della disabilità e del superamento dei pregiudizi e delle discriminazioni di ogni genere, quello che si è vissuto ieri in Sala Pietro da Cemmo, nell’ambito del convegno “Oltre il Pregiudizio: Tutti Uguali, Seppur Diversi”. L’iniziativa promossa dal Comitato Crema Zero Barriere, in collaborazione con gli assessorati comunali al welfare e alla cultura, Ats Impronte sociali, CSV Lombardia Sud, si è arricchita del coinvolgimento di numerose associazioni, RinasciMenti, Auser Crema, Anffas Crema. Al tavolo dei relatori, Cristina Piacentini, referente del Comitato Zero Barriere, il giurista Nadir Malizia, e per RinasciMenti, Andrea Maglio e Nicola Costo Lucco, i quali con le loro domande hanno animato la prima parte del convegno.

Com’è stato ricordato più volte, alla base della riflessione degli organizzatori, la promozione non solo del superamento delle barriere fisiche, sensoriali e intellettuali, ma anche e soprattutto, di quelle mentali e culturali, costituenti i pregiudizi, che sono più difficili da eliminare. “Abbiamo pensato a questo evento perché ben si inserisce, in quello che deve essere la piena realizzazione del disabile nella sua vita quotidiana, spesso complicata, non tanto dal limite della disabilità stessa, quanto dagli ostacoli posti dalla società e la presenza di Nadir – ha detto Cristina Piacentini – permette di sviluppare anche un nuovo tema, quello di inserire la disabilità in un tema più vasto, che è la doppia discriminazione, cui le persone con disabilità sono spesso soggette”.

Stimolato dalle domande, Nadir Malizia ha parlato della sua esperienza da studente universitario, alle prese con difficoltà legate al mancato abbattimento delle barriere architettoniche, da anche di quelle quotidiane, dal poter visitare in autonomia le città, a utilizzare il bagno in albergo, ma anche della diversa percezione che si vive in altri paesi europei, nei quali la persona con disabilità ha diritto a lavoro, all’autonomia e alla vita sociale, in misura maggiore rispetto all’Italia. Nel racconto di Nadir Malizia, non solo disabilità descritta anche nel suo libro, Vita su quattro ruote, ma anche l’omosessualità, perché ciascuno ha la propria diversità, che però deve portare ad una società rispettosa delle persone, in quanto tali:

“Occorre insegnare alla società che siamo uguali, seppur diversi, ma abbiamo tanto da insegnare, la disabilità non deve far paura, come l’omossessualità – ha commentato Nadir Malizia – ma essere fonte di ricchezza. Credo che la società debba avere ben chiaro che esistono realtà differenti e che vanno riconosciute – ha concluso – perchè la normalità non esiste, tutti noi siamo diversi, ed io prima di tutto sono una persona, e poi tutto il resto”.

Anche il Vescovo Daniele Gianotti ha portato il suo saluto parlando della maggiore consapevolezza rispetto ai temi trattati nel corso del convegno, cresciuta grazie agli stimoli portati da ambienti esterni alla Chiesa. Per il Vescovo Daniele, occorre fare di più, anche con riferimento all’abbattimento delle barriere architettoniche degli edifici ecclesiastici. “Pensando alla disabilità e alle varie barriere – ha commentato il Vescovo – il primo pensiero va a chi è coinvolto nelle guerre, con le persone disabili i più svantaggiati nei momenti in cui occorre fuggire”.

Dal vice sindaco Michele Gennuso, il ringraziamento al Comitato Zero Barriere, per gli stimoli ed il contributo al Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), per un tema, quello dibattuto in Sala Pietro da Cemmo, su cui è necessario confrontarsi. “Le barriere culturali sono le prime da sconfiggere, andando oltre i pregiudizi, senza avere timore di affrontare argomenti come l’orientamento sessuale”. Il consigliere regionale Matteo Piloni, ha ricordato invece, la recente approvazione da parte della giunta regionale, delle linee di indirizzo ai comuni, relativi ai piani di abbattimento delle barriere architettoniche. Per Luisella Lunghi, presidente CSV Lombardia Sud, il pregiudizio è legato alla difficoltà di non voler conoscere: “Qui è stato fatto un percorso importante, se si vuole, si può lavorare insieme, perché quando si parla di coprogettazione e coprogrammazione, il primo passo è incontrarsi”, ha detto la presidente. E sul punto, si sono ritrovati in tanti nella seconda parte del convegno, che ha visto l’apporto delle esperienze del mondo del terzo settore: dall’Asd Over Limits, all’Asd Il Dosso, l’ Associazione Donne contro la violenza, lo Sportello contro le discriminazioni attivo all’Orientagiovani di Crema, Cremona Pride e Arcigay Cremona La Rocca.

Ilario Grazioso

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