Cronaca
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8 marzo: flash mob degli studenti
del Racchetti e pallacanestro Crema

Partecipata, nonostante il freddo di questo pomeriggio, la manifestazione che il Racchetti-da Vinci di Crema, in collaborazione con il comune e con la Pallacanestro Crema ha organizzato in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna. In piazza, per un flash mob con balli, canti, lettura di prose e poesie, anche il dirigente scolastico Claudio Venturelli, che nel suo saluto ha evidenziato l’importanza dell’apertura della scuola al territorio.

Il preside ha poi richiamato le parole di Audrey Azoulay, DG dell’Unesco la quale in occasione della Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, l’11 febbraio 2020, sottolineò come “il mondo non deve essere privato del potenziale, dell’intelligenza o della creatività delle migliaia di donne vittime di disuguaglianze e pregiudizi profondi”, elemento fondamentale, se vogliamo essere in grado di affrontare le enormi sfide del ventunesimo secolo, da quelle tecnologiche, ai cambiamenti climatici. Venturelli ha poi ricordato l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, relativo proprio alla parità di genere, collegandosi alla mission del Racchetti-da Vinci, che su questo tema conferma negli anni il suo impegno attraverso diverse manifestazioni, tra le quali la stessa promozione dell’insegnamento delle discipline Stem tra le studentesse.

Per Sara Locatelli docente del Racchetti-da Vinci e referente della Commissione A scuola contro la violenza sulle donne, manifestazioni come Girls’ own dancefloor organizzata oggi dalla sua scuola, rappresentano occasioni importanti, “perché nonostante le conquiste economiche, giuridiche, politiche, sociali delle donne, c’è tanto da fare e i due anni di pandemia hanno visto l’incremento esponenziale di episodi di violenze domestiche. In questi giorni sono sotto gli occhi di tutti le immagini che giungono dall’Ucraina – conclude la docente – e le prime vittime della guerra a livello internazionale sono donne e bambini. Questo significa che siamo ancora lontani dal raggiungimento della cultura del rispetto e delle pari opportunità, che da parte nostra, come scuola, cerchiamo di veicolare tra i nostri alunni e i giovani”.

Ilario Grazioso

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