Cultura
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Fayer: sabato la mostra
del Munari al San Domenico

Nella Galleria Arteatro in questi giorni, diversi studenti del Liceo Artistico Bruno Munari di Crema sono impegnati nella preparazione della mostra legata all’ottava edizione del concorso “Carlo Fayer”, promosso dal Rotary Club Crema, nel ricordo dell’artista cremasco già presidente del club. Sabato alle 17 l’inaugurazione della mostra, che resterà aperta fino al 27 febbraio, e che consentirà alla cittadinanza di poter vedere il risultato della creatività dei giovani studenti del Munari, coordinati dai docenti Sabrina Grossi e Gianni Macalli.

Nelle opere dei ragazzi, il rispetto per il tema rotariano dell’anno (“Servire per cambiare vite” ndr) e l’utilizzo di materiali ecosostenibili a impatto zero, perché gli oggetti non hanno mai una fine. Per la sezione design, il taglio è quello di un design per tutti, che mette al centro l’ambiente, al fine di preservarlo, tema peraltro di attualità in queste ore, dopo la definitiva approvazione bypartisan alla Camera, della modifica di due articoli della Costituzione con l’esplicito riferimento alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Ma attenzione anche ai prodotti, riguardo a temi sentiti come quello della violenza sulle donne, con riferimento ad esempio alla proposta progettuale che vede delle lampade dotate all’interno di telecamere attivabili con parole d’ordine. Oppure arredi, poltrone o divani, realizzati con materiali di riuso, o innovativi, come il legno trasparente in sostituzione del vetro.

Parallelamente al primo spazio espositivo, un altro percorso, ancora più creativo e rivolto al sociale ha detto questo pomeriggio in occasione dell’incontro con la stampa, il prof. Macalli, con microinstallazioni che devono suscitare interazioni ed evidenziare le relazioni tra ecosistema e natura. Insomma, tanti linguaggi che si mescolano, come voluto dallo stesso Rotary, che tra gli obiettivi del concorso mette proprio la promozione della pluralità di linguaggi. Disegno, progettazione, video, poesia: “Un’immersione nell’individualità, per riaffacciarsi verso l’altro” ha aggiunto Sabrina Grossi.

Antonio Chessa a nome della Fondazione San Domenico, ha invece ricordato la collaborazione pluriennale con il Munari, 12 anni di convenzione e 9 anni di mostre, considerando le ultime edizioni non svolte causa Covid. Non poteva mancare il Rotary, rappresentato questo pomeriggio da Umberto Cabini, nello spazio che lui stesso ha contribuito a creare: per il presidente della Fondazione Adi Compasso d’Oro, il design ormai è entrato nelle nostre famiglie, ed ora il passaggio ulteriore è rappresentato proprio dalla sostenibilità, che deve essere la base per creare prodotti ecosostenibili, che a fine vita possano essere riciclati e scomposti per nuove creazioni.

La mostra allestita al San Domenico, completa il lungo percorso del Concorso Fayer e dell’impegno degli studenti della scuola diretta da Pierluigi Tadi, rappresentando una spinta per la rinascita culturale e il ritrovato piacere di aggregazione, per un’arte visiva che deve essere vista dal vivo. E proprio per questo, ha concluso la prof.ssa Grossi, la decisione di stampare le tavole dei ragazzi: “Torniamo alla vecchia maniera, per consentire ai visitatori di passare del tempo davanti alle immagini”, ha concluso la docente. All’iniziativa hanno partecipato anche gli studenti della sezione grafica, guidati dalla prof.ssa Geroldi, che hanno creato 12 manifesti nel ricordo di Bruno Munari.

In occasione dell’inaugurazione di sabato in sala Bottesini, verranno ufficializzati i riconoscimenti e le borse di studio messe a disposizione dal Rotary per le due sezioni, artistica e design, grazie anche al contributo di Enercom.

Ilario Grazioso

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