Munari, nuova polemica sul
dirigente Tadi: lettera dei genitori
Si riaccende la polemica sul dirigente dell’I.I.S. Munari di Crema, Pierluigi Tadi, che è stato nuovamente segnalato da un gruppo di genitori, nella fattispecie i membri della lista “Genitori…Anche noi per la scuola”, attraverso una lettera inviata al ministro per la Disabilità, Erika Stefani, a quello alla scuola, Patrizio Bianchi, al consigliere regionale Matteo Piloni, al sindaco di Crema Stefania Bonaldi, agli assessori del Comune di Crem Attilio Galmozzi (Istruzione) e Michele Gennuso (servizi sociali), oltre agli uffici scolastici regionale e territoriale. Di nuovo, al centro della contestazione, c’è l’atteggiamento che il preside avrebbe avuto nei confronti di alcuni studenti disabili.
“Purtroppo, ancora una volta, per l’ennesima volta, noi genitori dell’I.I.S. Munari di Crema siamo di fronte all’inaudita sfrontatezza del Dott. Tadi, Dirigente della nostra scuola, il quale di nuovo ignora e svilisce i bisogni degli alunni con disabilità e le esigenze loro e delle loro famiglie, facendo carta straccia di diritti sanciti da precise norme in materia, questa volta, cercando di sfuggire alle proprie mancanze e responsabilità, trincerandosi dietro cavilli e formalismi, che non solo tradiscono la ratio legis e si pongono in contrasto con indicazioni normative, ma offendono ed irridono la sostanza dei diritti e le tutele inerenti la disabilità nella scuola” si legge nella missiva.
“Nello specifico, è accaduto che la componente genitori del Consiglio di Istituto della nostra lista “Genitori… Anche noi per la scuola” ha richiesto la possibilità di svolgere on line gli incontri dei Gruppi di Lavoro Operativo (GLO), organismi previsti dalla legge e dedicati agli studenti disabili. I GLO del Liceo Munari, erano stati convocati già dal mese di Dicembre 2021 e calendarizzati dalla metà di Gennaio 2022 in avanti, ma la modalità stabilita dalla scuola prevedeva esclusivamente lo svolgimento in presenza, nonostante l’aumento esponenziale dei contagi da Covid 19 delle ultime settimane.
Noi genitori abbiamo quindi ritenuto che ciò fosse non solo rischioso, ma anche impraticabile, viste le norme sui contagi e sulle quarantene che avrebbero reso impossibile la partecipazione a molti genitori, specialisti, docenti, educatori che devono, invece, poter partecipare al GLO proprio per rappresentare tutte le esigenze da valutare e condividere per offrire a ciascun alunno disabile il progetto educativo più adatto. Da ciò la richiesta di rendere possibile la modalità da remoto per tutti coloro che non fossero stati in grado di partecipare in presenza, perché positivi o in quarantena o in altro modo impossibilitati. Tutto a parer nostro molto ovvio e semplice e tutto come avviene in tutte le altre scuole, cosi come sui luoghi di lavoro.
Ma ciò che è naturale ed ovvio ovunque, non lo è al Liceo Munari che appare sempre più una enclave senza controllo, a misura e somiglianza del suo Dirigente. E infatti, alla nostra richiesta è seguita la risposta del Dott. Tadi: “il GLO non è un organo “collegiale giudicante perfetto” al pari, ad esempio, di un consiglio di classe durante uno scrutinio. Pertanto le sedute dei GLO (che come previsto dalla circolare saranno svolti in presenza) e le conseguenti determinazioni risulteranno comunque valide anche in assenza di una componente o di una parte dei componenti”.
Questa risposta è sconcertante per la freddezza con cui ignora o vuole ignorare, che il GLO non è una entità astratta e formale, ma uno strumento creato per dare sostanza alle tutele ed ai diritti degli alunni disabili che, proprio attraverso il confronto e la condivisione dei progetti e delle attività, nella discussione tra tutti coloro che dell’alunno si occupano: specialisti (psicologi, neuropsichiatri, psicoterapeuti etc), insegnanti, educatori e soprattutto genitori, trovi la formula migliore ed il piano educativo più efficace ed adatto perché sia data la massima evidenza possibile alle potenzialità dell’alunno.
Ciò che importa, non è che si tenga formalmente la riunione e che si prenda una decisione, qualunque essa sia, ma che tutti siano presenti e possano interloquire, trovando i percorsi educativo-formativi più idonei. Ignorare queste ovvie considerazioni, significa non aver minimamente compreso il valore delle tutele e vanificarle, svuotandole di sostanza.
Si è pertanto replicato al Dirigente che la nostra richiesta era ed è finalizzata a non “sprecare” una occasione preziosa come quella del GLO, che rappresenta un momento di confronto, condivisione e verifica sull’andamento globale degli studenti disabili, soprattutto dal punto di vista dell’inclusione, con tutti gli attori che compongono il Gruppo di Lavoro.
Abbiamo rilevato che non è accettabile una giustificazione di diniego meramente formale e abbiamo sottolineato l’importanza educativa di questo incontro. Siamo in un’epoca che ci fornisce gli strumenti tecnologici per vederci anche a distanza e poter presenziare. Lo abbiamo visto e lo stiamo vivendo con la DAD, in ogni ondata della pandemia, per cui è stato fatto notare al Dott. Tadi che è giusto e possibile, nonché di facile attuazione, consentire la partecipazione a distanza dei genitori, dei loro specialisti e di tutte le figure di riferimento dell’alunno, se sono impossibilitati ad essere presenti personalmente a causa della situazione contingente legata all’andamento dei contagi.
Peraltro, l’art. 4 comma 6 del Decreto interministeriale 29 dicembre 2020 n.182, dispone che “le riunioni del GLO possono svolgersi anche a distanza, in modalità telematica sincrona”. Abbiamo quindi invitato il Dirigente a rivedere la sua posizione, adeguandosi a quanto previsto dal decreto per la buona riuscita degli incontri e per il bene degli studenti che beneficiano di questi interventi, ma a questa nostra, non è seguita alcuna risposta dal Dirigente o dalla scuola e per giunta, i GLO si sono tenuti esclusivamente in presenza, escludendo addirittura in taluni casi entrambi i genitori che si trovavano in quel momento a casa perché positivi al Covid o in quarantena.
Tutto ciò non è accettabile e non è accettabile che dopo tutte le nostre richieste di aiuto, rivolte negli ultimi anni ripetutamente e per diversi episodi, all’Ufficio scolastico territoriale ed a quello regionale, il Dirigente possa continuare ad ignorare diritti acquisiti e stabiliti dalla legge, a sottovalutare i genitori, peraltro componenti del Consiglio d’Istituto, non degnandoli nemmeno di risposta.
Chiediamo quindi un immediato intervento che consenta nuovamente lo svolgimento dei GLO, per chi lo ritenesse opportuno, a fronte di adeguata richiesta. Scriviamo anche a Lei, signora Ministra, perché crediamo che un Ministero della Disabilità debba avere valore sostanziale ed ergersi a baluardo vigile affinché i diritti e le tutele che la legge pone a favore dei disabili, trovino concreta attuazione, specialmente e quanto meno, da parte di organismi pubblici come la scuola, senza eccezioni nemmeno con riferimento all’I.S.S. Munari.
Ed al Sig. Ministro della pubblica Istruzione, chiediamo di verificare la situazione della nostra scuola, ove il Dirigente è stato oggetto negli anni di molteplici contestazioni per il mancato rispetto delle regole, del confronto democratico, dei diritti degli alunni e delle loro famiglie e della disabilità.
Ci attendiamo una risposta seria e tempestiva, visto che è ampia la gamma di irregolarità nel tempo segnalate e rimaste pressoché senza riscontri e rimedi concreti dagli organismi deputati a verificare la correttezza dell’operato del dirigente e della scuola. Avremmo preferito essere ascoltati in ambito scolastico, ma ciò non è e non è stato sinora possibile e pertanto, data la gravità delle situazioni rappresentate e segnalate, ci vediamo costretti a rendere pubblica questa nostra lettera, perché tutti possano rendersi conto di ciò che accade al Liceo Munari”.