Cronaca
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Comitato Inquilini Case Pubbliche:
"Si sfrutti superbonus"

Il Comitato Inquilini Case Pubbliche di Crema ricorda due scadenze importanti per Aler e Amministrazione Comunale: il superbonus 110% (entro il 21/12/2023) e la limitazione delle emissioni nocive nell’atmosfera secondo le indicative europee (entro il 2030). Tutto questo al fine di ristrutturare e riqualificare le case pubbliche, come quelle che troviamo nei quartieri di San Bernardino, Santa Maria e Ombriano.

Durante un incontro tenutosi l’11 novembre scorso, all’Assessore al Welfare Michele Gennuso sono state presentate alcune problematiche legate alle case pubbliche, come la mancanza di estintori antincendio e il degrado generale del parcheggio sotterraneo di Piazza di Rauso e infissi e porte da sostituire.

Inoltre, durante il suddetto incontro era stata evidenziata la necessità di una maggiore presenza dei vigili urbani per ovviare a problemi che compromettono i rapporti di buon vicinato, la tranquillità e la convivenza civile, ed è stata proposta l’istituzione del Vigile del Quartiere, “che si occupi di pattugliare le strade e comunicare con i cittadini per risolvere questioni riguardanti traffico, parcheggi abusivi e atti di vandalismo”. In quell’occasione era anche stato chiesto di approntare un Piano Casa che gestisse la ristrutturazione degli edifici così da poter garantire agli inquilini una condizione abitativa migliore.

La proposta concreta del Comitato è che vengano completati almeno il 60% degli interventi programmati entro il mese di giugno 2023 (scadenza entro la quale resta in vigore il superbonus per i condomini di proprietà pubblica).

Per quanto concerne le emissioni di CO2, queste dovrebbero essere ridotte del 55% entro il 2030 (come previsto dal pacchetto climatico dell’UE “FIT for 55”), e gli edifici pubblici, come scuole o palestre, devono essere adeguati entro il 2027. Perciò, gli edifici pubblici e privati dovranno impegnarsi a consumare meno energia e a sfruttare fonti rinnovabili. Entro il 2030 i condomini residenziali pubblici dovranno dunque adeguare il proprio certificato energetico alla classe F e poi, entro il 2033, raggiungere la classe E.

L’auspicio del Comitato è che l’Amministrazione sfrutti al meglio queste opportunità, al fine di migliorare l’abitabilità di questi edifici e di preservare il patrimonio pubblico.

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