Cronaca
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Trasporto ferroviario: i pendolari
chiedono dimissioni assessore Terzi

I pendolari lombardi, esasperati dai disservizi, scrivono a Fontana per chiedere di sollevare dall'incarico l'assessore regionale ai trasporti e, soprattutto, Trenord. Colpa della pandemia? "Il degrado è in atto da anni"

Foto d'archivio

“Il Trasporto Pubblico Lombardo ed in particolare quello su ferro, di cui la programmazione e funzionamento ricadono nella piena competenza e responsabilità dell’Esecutivo Regionale, sta conoscendo uno dei suoi più cupi periodi, degradando continuativamente ed in maniera ormai non più sostenibile”. Ad affermarlo sono i pendolari lombardi, compresi quelli cremaschi e cremonesi che accusano Trenord di essere l’unica azienda in codizioni “disastrate, pur esistendo il covid per tutte”.

“Il peggioramento della qualità e della quantità del servizio è in atto da anni e la pandemia costituisce quindi solo una causa di accelerazione e giustificazione del degrado”. Si è infatti passati dalle 2347 corse giornaliere del 2018, alle attuali (orario in vigore dal 10 gennaio 2022) meno di 1800 corse, senza contare la riduzione della lunghezza del percorso di molte altre. A tale riduzione, ricordano i pendolari “vanno sommate le cancellazioni delle corse che, nei giorni scorsi, è arrivata a punte
del 25%. Larga parte di queste criticità dipendono dal fallimento del programma di assunzioni di personale, nonché dallo smantellamento dell’Unità Operativa dell’Assessorato Trasporti appositamente dedicata all’SFR”.

Nella lettera di denuncia di disservizio, indirizzata al presidente della Regione Attilio Fontana, esplicitano l’impossibilità di utilizzo del treno “infondendo nella cittadinanza la convinzione dell’esistenza di un consapevole processo di progressivo
smantellamento del Servizio Ferroviario Regionale. Il degrado della situazione ai danni dei cittadini lombardi è ormai tale da rendere necessaria una decisa correzione alla rotta che ha portato a tale disastro e a tale punizione del Popolo Lombardo,
che non merita”.

Una correzione che “per essere credibile, non può prescindere da un cambio della guardia nella gestione del Sistema Ferroviario Regionale, chiediamo esplicitamente le dimissioni dell’Assessore Terzi, che riteniamo largamente responsabile del disastro, attuando scelte politiche e gestionali inadeguate e sottraendosi sistematicamente al confronto con i Rappresentanti degli Utenti”.

Non solo trasporto ferroviario: anche quello su gomma – di competenza regionale ma demandato alle province tramite le agenzie del TPL – denota “diffusa di difficoltà che richiede un impegno specifico sul quale l’Assessorato è stato assente. Ci limitiamo a segnalare la carenza di risorse soprattutto nell’area urbana del Capoluogo regionale, aggravate da uno storico squilibrio a svantaggio delle aree confinanti con l’area metropolitana milanese”.

“Siamo certi – concludono – di poter confidare nella Sua autorità di Presidente della Giunta perché affidi la delega ai
Trasporti a persona più motivata e competente perché la Lombardia abbia i servizi ferroviari che merita”.

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