Economia
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Filiali bancarie, ancora chiusure: nel
2021 persi in provincia 12 sportelli

Si è passati dalle 214 agenzie di gennaio alle 202 di inizio novembre. Una chiusura a Cremona, tre a Crema, numeri invariati a Casalmaggiore. Banco Bpm resta l'istituto più presente con 40 filiali sul territorio, ma ne ha perse otto in dieci mesi

Anche nel 2021 è proseguito il calo degli sportelli bancari in provincia di Cremona, in linea con un trend che prosegue da alcuni anni e che caratterizza tutto il territorio nazionale. All’inizio dello scorso anno, infatti, erano operative sul nostro territorio 214 filiali di banche mentre, secondo gli ultimi dati disponibili aggiornati ad inizio novembre 2021, gli sportelli sono scesi a quota 202 (-5,6% in dieci mesi).

La provincia di Cremona è ora tra le ultime in Lombardia per numero di agenzie attive, seguita solo da Lecco (183), Sondrio (122) e Lodi (110), mentre altre province con caratteristiche simili alla nostra presentano numeri diversi: Varese 297, Como 280, Mantova 240, Pavia 230.

Restando al territorio cremonese, le città con il maggior numero di sportelli sono Cremona (45; ne ha persa una nel 2021), Crema (26; tre hanno chiuso), Casalmaggiore (10; invariato), Pizzighettone e Soncino (6; una chiusura in entrambi i comuni), Pandino 6 e Soresina 5. Cremona è l’ottava città in Lombardia per numero di agenzie bancarie, preceduta da Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Varese, Como e Pavia. Mantova è nona con 42.

Considerando invece gli istituti presenti in provincia, al primo posto troviamo Banco Bpm (40; sono stati chiusi otto sportelli nel 2021), Crédit Agricole (26; invariato), Intesa Sanpaolo (25; tre nuovi sportelli in seguito all’acquisizione di Ubi Banca), Bcc di Caravaggio, Adda e Cremasco (18), Bcc Credito Padano (16), Bcc Banca Cremasca e Mantovana (15), Unicredit (12), Bcc Cassa Padana (8), Monte dei Paschi di Siena (5), Banca Popolare di Sondrio (5), Bper (5).

La contrazione del numero di filiali è diretta conseguenza delle nuove modalità di accesso ai servizi bancari, con un’accelerazione dovuta alla pandemia, e delle operazioni di “risiko bancario”. La più rilevante del 2021 è stata certamente quella che ha coinvolto Intesa Sanpaolo ed Ubi Banca (ossia la prima e la terza banca italiana), conclusasi il 12 aprile scorso con la fusione per incorporazione di Ubi in Ca’ de Sass. Una manovra che ha portato alla nascita di un gruppo da 50 miliardi di capitalizzazione, terzo in Europa alle spalle di Bnp Paribas e Santander e che ha coinvolto 80mila lavoratori.

Non sono invece andate in porto le trattative per la fusione tra Unicredit ed Mps, ma è possibile che il dossier sia riaperto prossimamente. Altri istituti che potrebbero avviare confronti in vista di aggregazioni sono proprio il Banco Bpm, ossia l’istituto maggiormente presente in provincia di Cremona, Bper (che si è rafforzata acquisendo numerose filiali ex Ubi soprattutto nel nord Italia) e la Banca Popolare di Sondrio che è da pochi giorni diventata una società per azioni.

Guido Lombardi

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