Cronaca
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Lgh addio, gli enti locali cercano
chi li rappresenti nel cda di A2A

Addio Lgh, con l’atto di fusione perfezionato un paio di settimane fa, ora tutte le società operative nei territori della Bassa Lombardia sono di proprietà A2A, la Spa milanese – bresciana. Gli effetti civilistici della fusione sono operativi fin dal 1 gennaio di quest’anno, ma cosa cambia per gli utenti cremonesi un tempo serviti da Aem e poi dalle varie società del gruppo Lgh? I vertici hanno sempre assicurato che non cambierà  nulla e che servizi come raccolta rifiuti, teleriscaldamento, allacci alle reti del gas resteranno invariati. Staremo a vedere se la riparazione di guasti o la risposta ai disservizi continuerà come prima.

Quel che è certo è che per ora nessun rappresentante dei territori di Lgh entrerà nel cda di A2A. Le amministrazioni che hanno votato a favore della fusione, quindi Cremona, Crema, i bresciani di Cogeme, e Pavia, ma non Lodi, nel 2022 lavoreranno a un accordo, che potrebbe includere anche altre realtà pubbliche, per costituire una lista e indicare un componente nel consiglio di amministrazione. Ma questo avverrà fra un paio d’anni, alla scadenza. La realtà di Lgh rappresenta solo il 2,75% della società quotata in Borsa, ma a questo accordo tra pattisti potrebbero aderire anche altri azionisti, ad esempio i Fondi di investimento. La rappresentanza nel Cda è qualcosa che sicuramente preme di più agli enti locali di Cremona, piuttosto che di Crema, Lodi, Pavia o Rovato, rispetto ai soggetti finanziari. E a fine di garantire il rispetto dei livelli occupazionali e delle società esistenti, oltre che un legame con il territorio,  i patti della fusione hanno previsto la costituzione di un Comitato territoriale e della Fondazione Lgh.

Il rischio che A2A perda le caratteristiche di società a maggioranza pubblica, non dovrebbe esistere: lo statuto di A2A prevede che il 50 + 1% resti in mano a Milano e Brescia.

Quanto alle società controllate, solo Linea Green, la società che gestisce il teleriscaldamento, ha sede a Cremona. Il suo presidente è il cremonese Massimiliano Gaggia, e per ora, al pari delle altre controllate, come Linea Gestioni che si occupa della delicatissima partita della raccolta rifiuti, resterà al suo posto.

Sul procedimento avviato dalla procura della Corte dei Conti, circa la mancanza di una gara pubblica per l’acquisizione delle quote di Lgh detenute da enti locali, il Consiglio di amministrazione uscente di Lgh presieduto dal bresciano Giorgio Bontempi, non si è mai espresso e non lo fa nemmano a conclusione di quest’anno che segna la sua decadenza: i numeri del bilancio 2021 di Lgh saranno solo una voce tra le tante, all’interno della società quotata in Borsa. gb

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