Cronaca
Casa di Comunità in via Gramsci:
Crema Aperta non ci sta
Alcuni rappresentanti di Crema Aperta
“La scelta dell’Assessore Regionale Letizia Moratti e del Presidente Fontana di non realizzare una Casa di Comunità nell’ex tribunale di Crema è profondamente sbagliata e penalizzante per crema e il suo Territorio”. A sostenerlo Franco Bordo, ex parlamentare ora nel gruppo civico Crema Aperta.
Secondo Bordo, che ricorda le promesse fatte dall’amministrazione regionale durante i mesi più duri della pandemia, la sede di via Gramsci è una struttura “assolutamente inadeguata per spazi, dimensione e accessibilità”, senza contare i “problemi viabilistici che andranno a crearsi in un’area urbana già intasata”.
“A Crema abbiamo bisogno di una struttura idonea a svolgere un adeguato e potenziato servizio di medicina territoriale e l’ex tribunale dimostra di avere queste potenzialità; tra l’altro in questo edificio potrebbero trovare spazio anche altri servizi che già oggi hanno bisogno di una sede più ampia e funzionale, come il Consultorio e la Neuropsichiatria infantile.
La Regione, mentre per l’Ospedale di Cremona investe ben 300 milioni, per Crema intende invece spendere solo la quota (un milione e mezzo) prevista dai fondi europei del PNRR”, continua Bordo che attacca Regione e il centrodestra, accusandoli di “non voler investire per i servizi sanitari della nostra città”.
Il rischio è quello di “di trasformare i cremaschi in “pendolari della salute”. Su questa partita notiamo il vergognoso silenzio dei rappresentanti locali di Lega, Forza Italia, FdI, che in questo modo, di fatto, condividono la scelta di Moratti e Fontana, quella di penalizzare Crema e tutti i cittadini cremaschi. Su questi temi, così importanti per la salute e il benessere dei nostri cittadini, Crema Aperta non si rassegna e nelle prossime settimane avvierà una campagna di informazione e sensibilizzazione in città”.
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