Cronaca
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Infortunio al nido: per sindaco
Bonaldi chiesta archiviazione

La procura di Cremona, nelle persone dei due pm Vitina Pinto e Davide Rocco, ha chiesto l’archiviazione della sindaca di Crema Stefania Bonaldi dall’accusa di lesioni colpose in merito all’incidente accaduto il 16 ottobre del 2020 ad un bambino rimasto ferito ad una mano all’asilo nido comunale di via Dante.

Quel giorno il bambino, “repentinamente ed in maniera imprevedibile”, era sfuggito alla sorveglianza dell’insegnante, si era avvicinato ad una porta tagliafuoco in metallo con chiusura a molla che conduceva ai locali della mensa. Posizionatosi dietro, aveva inserito la mano tra la porta e i suoi cardini, fuoriusciti nel momento in cui un’operatrice era entrata con il carrello. Quando la porta si era richiusa, il dito del bambino era rimasto schiacciato, provocando una “subamputazione” alla falange della mano sinistra”. Il piccolo era stato sottoposto ad un intervento chirurgico con 116 giorni di prognosi.

Nel corso del sopralluogo effettuato dai tecnici di Ats era stato accertato che il locale, chiamato ‘veranda’, per esigenze legate all’emergenza pandemica era stato utilizzato con modalità differenti rispetto all’uso abituale. Normalmente adibito a stanza armadietti e utilizzato con luogo per l’accoglienza di adulti e bambini durante l’arrivo e l’uscita dall’asilo, era stato adibito a luogo dove veniva svolta l’attività educativa e dove i bambini restavano per lungo tempo. Per evitare contagi da Covid era stato deciso di separare i bambini “in bolle”.

Per la procura, per l’infortunio del bimbo non hanno colpa nè la sindaca Bonaldi, nè le altre persone finite sotto inchiesta: l’educatrice Silvia Franco, Marina Morelli, della Aurora Domus, la cooperativa che gestiva l’attività e l’organizzazione dell’asilo, e Paolo Margutti, all’epoca dirigente dell’area tecnica del Comune.

Per i pm, “da un lato, e sotto il profilo soggettivo, la posizione di garanzia esistente in capo al sindaco non pare potersi estendere sino alla protezione dei bambini affidati all’asilo nido di via Dante, peraltro gestita in autonomia dalla cooperativa Domus Aurea, unicamente in forza della sola circostanza che il Comune di Crema fosse locatario dell’immobile; dall’altro, in ordine all’elemento soggettivo, la Bonaldi non era a conoscenza, né tantomeno era tenuta ad esserlo, né della concreta organizzazione degli spazi a seguito della suddivisione ‘in bolle’, né della presenza di una porta tagliafuoco nel locale utilizzato per l’esercizio dell’attività educativa. Queste ultime considerazioni devono, peraltro, essere valutate anche alla luce della circostanza che tutti i locali dell’immobile adibito ad asilo nido, compreso il locale ‘veranda’, avevano ottenuto l’autorizzazione all’esercizio dell’attività educativa nel 2001”.

Per quanto riguarda la posizione dell’educatrice, i pm scrivono che l’azione del bambino era stata “rapida ed imprevedibile, svoltasi nell’arco di brevissimi momenti”, dunque la maestra non avrebbe potuto continuamente monitorarlo, essendo occupata ad accudire altri sette bambini.

La vicenda dell’infortunio al nido era diventata anche un caso politico sollevato dalla stessa sindaca di Crema all’assemblea regionale di Anci Lombardia. In quell’occasione la Bonaldi aveva auspicato un cambiamento delle regole: “Vanno estese le tutele legali”, aveva detto, “vanno rideterminate e circoscritte le responsabilità perchè non possiamo essere resi responsabili di tutto ciò che accade”.

“Finalmente un atto di attenzione nei confronti di amministratori locali sempre in prima linea”, hanno dichiarato, in merito alla richiesta di archiviazione della procura, il capogruppo del Pd in Regione Lombardia Fabio Pizzul e il consigliere Matteo Piloni. “Un paradosso, che avrebbe potuto avere addirittura conseguenze penali. Gli amministratori locali sono davvero lasciati troppo soli e le responsabilità che gravano su di loro paiono spesso troppo gravose. Questo ha portato molte amministrazioni all’immobilismo e ha reso molto difficile riuscire a trovare persone disposte a mettersi in gioco. A Stefania Bonaldi va l’abbraccio e la stima di tutto il gruppo regionale Pd”.

Sara Pizzorni

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