Cronaca
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Casa della Comunità, Bonaldi:
"Scelta che ferisce il territorio"

La mancata scelta dell’ex tribunale di Crema come sede della Casa della Comunità, privilegiando la sede di Via Gramsci, ufficializzata dal presidente Fontana e dalla vicepresidente Moratti con una nota ai consiglieri regionali e resa nota dal consigliere Matteo Piloni, è una decisione “che ferisce il Comune di Crema ed il Territorio”, come afferma la sindaca Stefania Bonaldi.

“La decisione – commenta la sindaca – è inspiegabile, alla luce delle precedenti rassicurazioni ripetutamente date dal Presidente Fontana in visita a Crema, in relazione alla documentata insussistenza di problemi di vulnerabilità sismica, in considerazione del parere favorevole espresso per tale soluzione sia da ASST Crema che da ATS Valpadana nel settembre scorso”.

L’obiezione che si tratta di un immobile “non di proprietà” sarebbe “già risolta stante la disponibilità del Comune di Crema, deliberata nel 2016 e confermata in ogni occasione, di assegnare alla Regione un diritto di superficie novantanovennale sul bene: si tratta di un diritto reale, che assimila il fabbricato a quelli di proprietà e dunque abilita la Regione ad effettuare interventi sull’immobile”, rimarca Bonaldi che aggiunge: “Peraltro, è di oggi la notizia di allocazione da parte della Regione di Ospedali di Comunità in fabbricati di proprietà comunale, pertanto qualcuno dovrebbe spiegarci a questo punto per quale ragione questa soluzione a Crema diventi un impedimento ed altrove non lo sia”.

La sindaca prosegue: “La circostanza che l’intervento sull’ex Tribunale possa assorbire maggiori risorse rispetto a quelle destinate dal PNRR a ciascuna singola Casa della Comunità è verosimile, ma parliamo di 5.800 mq di struttura che consentirebbe, come andiamo dicendo dal 2016, con l’allora posizione netta e chiarissima del Dr. Luigi Ablondi, una razionalizzazione ed ottimizzazione degli spazi in dotazione alla ASST di Crema, che presso l’ex tribunale insedierebbe servizi per i quali oggi corrisponde canoni di locazione a privati (come ad esempio la neuropsichiatria infantile o il magazzino farmaceutico)”.

Bonaldi poi evidenzia: “Da ultimo, la soluzione di Via Gramsci per l’insediamento di una Casa della Comunità, privilegiata da Regione perché in immobile di proprietà, è fortemente penalizzante sia per la accessibilità degli utenti sia per la viabilità cittadina di Crema, non disponendo quel plesso di alcun parcheggio, fatto che lo rende più complicato da raggiungere per chi arriva dalla periferia”.

“È peraltro mortificante – rincara la prima cittadina – che la comunicazione regionale avvenga oggi, a ridosso di una conferenza dei sindaci di ATS Valpadana la cui convocazione è stata richiesta d’urgenza dalla sottoscritta e dal sindaco Casorati venerdì scorso, proprio per conoscere la proposta definitiva concordata fra ATS e Regione Lombardia e soprattutto a ridosso di un incontro con l’Assessore Letizia Moratti che avverrà giovedì 9 dicembre al Palazzo Lombardia, ma che la sottoscritta ha chiesto un mese fa, esattamente il 10 novembre insieme ai colleghi sindaci Casorati e Rossoni, proprio per porre la questione dell’ex tribunale, stanti anticipazioni che vedevano una contrarietà della Moratti”.

Bonaldi poi conclide: “Chiaro che andremo comunque a difendere le ragioni che ci hanno portato a sostenere il valore strategico di un utilizzo dell’ex tribunale per insediare la Casa della Comunità e altri servizi sanitari della ASST: strategicità che tutti i Cremaschi hanno misurato concretamente andandosi a vaccinare presso la struttura, in grado di servire come hub vaccinale un intero territorio; ma è altrettanto chiaro che è una presa in giro riceverci dopo avere ufficializzato in modo formale il proprio intendimento, in sfregio alle rassicurazioni e garanzie date dal presidente Attilio Fontana meno di un mese fa”.

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