Cronaca
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Rotary Club Crema a sostegno
del Consultorio diocesano

“La situazione pandemica che abbiamo vissuto ha certamente causato grandi difficoltà economiche alle famiglie e creato nuove situazioni di povertà. Non possiamo, però, non constatare come, con l’allentamento della gravità della situazione sanitaria e la ripresa delle normali attività, stia emergendo, in maniera significativa, lo strascico di fragilità esistenziali e psicologiche – come ad esempio ansia, attacchi di panico, difficoltà ad attuare adeguate strategie di coping e resilienza – con una intensità, nel vissuto personale e nel numero dei soggetti in situazione di disagio, sempre maggiore. I Consultori familiari lombardi registrano un significativo incremento delle richieste di presa in carico da parte di persone segnate da questi tipi di fragilità, ben oltre la possibilità garantita dal sistema socio-sanitario regionale… I quaranta operatori del Consultorio diocesano di Crema – fra psicologi, ginecologhe, pedagogiste, personale sociosanitario, ostetriche, nutrizionista, personale amministrativo e volontari – devono assistere una media di settecento pazienti all’anno. Per questo motivo, ci rivolgiamo a Voi, chiedendoVi un contributo economico volto a garantire quelle accoglienze che l’attuale budget, messo a disposizione da Regione Lombardia, non ci consentirebbe di soddisfare”.
Il Rotary Club Crema – dopo aver sostenuto, lo scorso anno, la Caritas e, in particolare, il servizio mensa destinato a persone in condizione di disagio economico – non è rimasto indifferente a un bisogno non meno acuto quale quello evidenziato dal Presidente dell’Associazione Insieme per la Famiglia Onlus Don Simone Valerani, unitamente al Consultorio familiare Insieme. Sabato 09 Ottobre u.s., il Presidente e il Tesoriere del Rotary Club Crema, Antonio Agazzi e Fabio Patrini – unitamente al socio Mario Scaramuzza, presente con la figlia Giulia – hanno consegnato a Don Simone Valerani e alla Direttrice del Consultorio Veruska Stanga un piccolo contributo (1000 euro) che, tuttavia, assicurerà un percorso di dieci sedute ciascuna a quattro persone in condizione di disagio e fragilità che, in assenza di tale intervento, il Consultorio non avrebbe potuto prendere in carico.

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