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I Mondi di Carta: chiusa tra gli
applausi la nona edizione

Domenica 10 ottobre una sala Da Cemmo  al completo, il Festival I Mondi di Carta, ha salutato la nona edizione della sua storia dando già appuntamento al 2022.  “Per la nona volta nella nostra storia chiudiamo i Mondi di Carta pensando già all’edizione che verrà” confida il Presidente Enrico Tupone. “Il numero dieci è il numero dei calciatori fantasisti… per cui aspettatevi una decima edizione con tanti goal”.

“La natura ci salverà?” è la domanda-tema intorno a cui i padroni di casa, gli ospiti e il foltissimo pubblico accorso agli oltre 20 incontri hanno ragionato, dibattuto e scherzato  in un clima particolarmente rilassato e gioioso. La voglia di tornare a frequentarsi di persona dopo i rigori imposti dai vari lockdown e dalle restrizioni collaterali (coprifuoco, DAD, Smart Working) era tangibile e I Mondi l’hanno intercettata e soddisfatta con un programma molto apprezzato per l’equilibrio fra temi “alti” e comicità, fra  salato e dolce, tanto per usare una metafora cara al DNA gastronomico di questa manifestazione. E come su Le Alpi dello scultore Paolo Borghi, l’opera scelta come simbolo della manifestazione e svelata al pubblico durante l’inaugurazione di sabato 2, il panorama culturale osservato in questi dieci giorni è stato vario, meraviglioso e coinvolgente, arricchito dalle opinioni e dai punti di vista di un cast davvero eccezionale, di volta in volta presentato, moderato, intervistato e coccolato da alcuni soci dei Mondi: Rosalba Torretta, Monica Caio, Roberta Schira, Annalisa Andreini, Walter Bruno, Antonio Bozzo, soci dei Mondi particolarmente attivi nel mettere in comune passioni, relazioni, competenze e un profondo amore per la città di Crema. Hanno completato e arricchito il programma anche tanti appuntamenti con degustazioni gastronomiche (miele, latte, erbe aromatiche) e consulenze mirate al benessere e all’armonia fra corpo e mente.

Ricorderemo di questa edizione la naturalezza con cui il foltissimo pubblico ha rispettato le restrizioni ancora in vigore per poter prendere parte attiva a un evento in cui i protagonisti sono tanto i “personaggi” sul palco, quanto le persone sedute in sala. Molti i momenti indimenticabili di questa edizione: ne ricordiamo alcuni, portandoli però tutti nel cuore.

Sabato 2 la Chiesa di San Bernardino è stata teatro di un’indimenticabile prima esecuzione mondiale in epoca moderna di The Garden of Olivet, opera sacra di Giovanni Bottesini, con il coro Monteverdi al gran completo diretto dal Maestro Bruno Gini, il giovane e talentoso pianista Federico Ercoli e quattro solisti di gran pregio come Martina RussomannoSiyabonga Maqungo, Miriam Albano e Sergio Foresti.
Giovedì 7  Antonella Boralevi nel presentare il suo ultimo romanzo “Tutto il sole che c’è”  ha raccontato come uno scrittore vive il rapporto con la storia e l’ispirazione, che quando arriva “ti bussa sulla spalla”.  Venerdì 8, durante la seguitissima tavola rotonda“Smart City: la città sostenibile” si è parlato di città intelligenti ed efficienti grazie alla digitalizzazione e alla capacità di amministratori e operatori del settore di cogliere e applicare concretamente queste opportunità tecnologiche; al tavolo, moderato da Maurizio Melis (Radio 24), si sono confrontati i Sindaci di Crema e Bergamo Stefania Bonaldi e Giorgio Gori, Alessandra Luksch del Politecnico e l’architetto  Giancarlo Allen. Un “evento nell’evento” promosso dal Gruppo Enercom che ha registrato un pieno successo. Sabato 9 nel pomeriggio  i veterinari Umberto Romani Cremaschi e Claudia Pislor, insieme a Giovanni Moretti, fotografo esperto di birdwatching ci hanno preso per mano e condotto in un viaggio di scoperta degli animali d’aria, di terra e di mare. Abbiamo poi conosciuto un autentico campione di simpatia come Germano Lanzoni, accompagnato da sua moglie… ma soltanto in scena: l’attrice cremasca Laura Locatelli. Fra battute “imbruttite” e gag improvvisate ha chiarito che “di persona è un altro”,  come recita il titolo del suo ultimo spettacolo teatrale. Davvero sorprendente anche il contributo dell’ospite di sabato sera, l’autore e produttore musicale Davide Simonetta, artista preparato e sensibile che dal suo studio di registrazione a Bagnolo Cremasco, dichiarandosi “figlio di un Si minore” e collaborando con i più acclamati artisti italiani (fra cui Tiziano Ferro, Loredana Bertè, Paola Turci, Fedez, ma anche la cantante cremasca Cara) inonda di grandi successi le radio e le playlist dei musicofili. Quanto talento nel territorio cremasco!

Domenica 10 è arrivata quasi senza fiato a chiudere i Mondi  con un fuoco di fila di appuntamenti. “La natura che guarisce” è stato il panel con la Dottoressa Paola Villani, amica di lunghissima data dei Mondi accolta sempre con particolare calore dal pubblico. Dal colloquio avvenuto alle 17.30 in sala da Cemmo fra il giornalista Mario Calabresi e l’immunologo Alberto Mantovani, uno fra i più autorevoli scienziati al Mondo, abbiamo avuto la conferma di quanto la ricerca e la messa a sistema delle esperienze fra Paesi diversi sia l’unica bussola capace di indicare la via maestra verso l’uscita dalla pandemia di Covid-19. Solo rifuggendo le fakes news e avendo fiducia nella scienza e in ciò che le evidenze statistiche indicano “al di là di ogni irragionevole” dubbio, grazie ai vaccini raggiungeremo l’immunità di comunità.

L’atmosfera è stata poi resa frizzante dal brillantissimo Enrico Bertolino, attore comico e formatore, ma anche uomo impegnato nella beneficienza insieme alla moglie brasiliana, ispiratrice di progetti solidali nella terra del Samba. E dopo il formidabile racconto con tanto di accento romanesco dell’incontro con il  grande Alberto Sordi sul set cinematografico, uno scrosciante applauso ha suggellato il gradimento e il successo di questa edizione “a tutta natura”, altra scommessa vinta dall’associazione i Mondi di Carta e dai suoi Sponsor e sostenitori.

Ma l’arrivederci più bello anche se venato di malinconia lo ha dato con un post su Facebook Rachele Donati De Conti, anima e motore sempre acceso della manifestazione: “Ci si abitua presto alla bellezza, ma attraversare in lungo e in largo la sala Pietro da Cemmo è sempre un onore e, pur trasportando acqua, sedie, fiori, volantini, ci si sente ogni volta dei privilegiati. Quando poi questo luogo magico è culla di incontri con persone che si mettono in gioco e si raccontano, tutto è ancora più bello. Quando è gremita di sorrisi e di applausi, il miracolo è fatto. Ancora una volta i miei MONDI hanno fatto la loro parte nel far vivere la nostra città, ancora una volta l’energia che si sprigiona dal gruppo si è percepita all’esterno e non possiamo che esserne orgogliosi. Chi c’è stato, ha respirato con noi l’atmosfera delle cose belle. Grazie ad ognuno e a tutti!”

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