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"Custodite la politica": Prodi
con i ragazzi di Rinascimenti

Due volte presidente del Consiglio e presidente della Commissione europea. Professore universitario a Bologna, negli Stati Uniti e in Cina; due volte a capo dell’Iri.

Romano Prodi, ospite a Crema dell’associazione Rinascimenti, ieri sera ha dialogato con i ragazzi. “Lo abbiamo incontrato, grazie al nostro amico giornalista Alex Corlazzoli, un mese fa, nella sua casa di campagna – ha spiegato la presidente dell’associazione Stefania Maglio – dove ci ha dedicato oltre due ore del suo tempo, rispondendo a tutte le nostre curiosità. Abbiamo voluto invitarlo nella nostra città in occasione dell’uscita del suo libro per realizzare un parallelismo tra la sua storia e l’attualità della nostra generazione”.

“Strana vita, la mia”, questo il titolo del volume autobiografico che il professore emiliano ha scritto con il giornalista del Corriere della Sera, Marco Ascione. “Si arriva a 82 anni e si ha voglia di raccontare – ha dichiarato – Non è un libro pesante, di memorie. Ho cercato di fare riflessioni leggere, ma serie, sull’attualità. Partendo da ciò che ho vissuto in politica, ma non solo”.

L’Ulivo, la presidenza del Consiglio, l’Euro e l’Europa. Il dialogo con i giovani dell’associazione ha toccato numerose tematiche care al professore che dalla propria esperienza non trae una semplice narrazione fine a sè stessa, ma cerca di lasciare insegnamento. “La mia è stata una generazione fortunata: abbiamo avuto speranza, sviluppo, fiducia nel futuro. I ragazzi di oggi dovrebbero avere le possibilità di creare le condizioni perché questo si ripeta. Cerco di incoraggiarli”.

E a giudicare dal numero di sedie occupate in Sala Ostaggi, dove si è svolto l’evento, il professore sta svolgendo un buon lavoro. Sollecitato dalle domande dei giovani, ha ricordato che “la politica va custodita e deve partire dal basso. I partiti devono tornare ad ascoltare le persone, perché non vi è democrazia duratura se non si dà voce alla gente”. Un concetto che ricorda la maggiore peculiarità di Prodi: il dialogo. “Dialogare – ha aggiunto – non significa indebolirsi, ma tenere aperte delle porte”.

Ambra Bellandi

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