Cronaca
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Comunicare il lavoro agricolo,
una sfida sempre più attuale

L'Agricoltura 4.0 necessita anche di una Comunicazione 4.0 rivolta ai cittadini consumatori

L’agricoltura di questo inizio secolo sta vivendo una nuova rivoluzione verde legata alla tecnologia avanzata dell’informazione, della raccolta ed elaborazione dei dati per trarne indicazioni sulle migliori tecniche produttive da adottare: è quella che viene definita “Agricoltura 4.0”, volta all’ottimizzazione dei processi produttivi con massimizzazione delle produzioni e minimizzazione dei costi. Questa modalità operativa viene definita anche con uno slogan: “fare di più con meno”. Più produzione, più qualità, più benessere animale, meno agrofarmaci, meno fertilizzanti, meno acqua, meno antibiotici. In sintesi: più attenzione all’ambito sociale e meno reddito.

Spesso si sente dire che: “Gli agricoltori e chi li rappresenta devono comunicare meglio i loro valori”. Probabilmente è vero, anzi certamente è vero. Però occorre dire che anche i consumatori e chi li rappresenta devono imparare ad “ascoltare, approfondire e capire meglio”.  Obiettivi non facili in tempi di infodemia.

Allora l’Agricoltura 4.0 deve essere accompagnata anche dalla “Comunicazione 4.0”,  con cui si superano i canali della comunicazione tradizionale agricola, ma senza trascurarli, dove si parla in genere agli addetti ai lavori, cioè agricoltori, tecnici, cooperative di produzione e trasformazione, società commerciali che vendono mezzi di produzione per arrivare direttamente a parlare al consumatore, ma non per piazzare i prodotti alimentari, ma per “vendere” conoscenza dei processi produttivi che portano al  prodotto finale che il consumatore conosce già per abitudini di acquisti o per campagne pubblicitarie realizzate dalle ditte alimentari.

A pensarci bene, non è cosa di poco conto. L’attività agricola si evolve insieme alla società ma la stampa generalista, tranne qualche piccola e lodevole eccezione, continua a fornire un’immagine irreale ed edulcorata dell’attività agricola. Così l’agricoltore, o le sue forme organizzate, dopo avere imparato a produrre bene la materia prima, dopo avere imparato a trasformarla per produrre cibo, dopo avere imparato ad aggregarsi in organismi di livello superiore come le cooperative (processo, peraltro, ancora in corso), sta imparando a diventare un comunicatore. E deve farlo bene ed in fretta.

Qualche esempio sta sorgendo e anche con un buon successo. Dalle rassegne fieristiche agricole e zootecniche in cui sono presenti sempre più incontri e dibattiti rivolti al grande pubblico ad eventi specializzati che si svolgono nelle città o in luoghi di ristorazione. Non per nulla le rassegne zootecniche internazionali di Cremona quest’anno, previste dal 26 al 28 novembre, riapriranno anche la domenica. Proprio per il pubblico generico. E i recenti “Food and Science festival” di Mantova, che ha animato la città virgiliana per tre giorni, ed il ciclo di incontri “A cena con la scienza” organizzati nel Piacentino, entrambi con toni divulgativi ma con contenuti e relatori di alto livello, hanno portato elementi utili di approfondimento per i cittadini consumatori.

Una sorta di moderne “cattedre ambulanti di agricoltura” le cui finalità e contenuti non sono rivolti, come un tempo, a educare ed aggiornare gli agricoltori, bensì i cittadini.

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