Cronaca
Commenta

Il 15 ottobre la vita e le opere
del Card. Stefan Wyszynski

Il 12 settembre 2021 é stato beatificato il Card. Stefan Wyszynski. Il rapporto con Papa Wojtyla, l’isolamento subito per anni, il fascino della sua opera e la contemporaneitá del suo messaggio sono al centro di un incontro pubbico che si svolgerá Venerdi 15 Ottobre alle ore 21 presso l’Auditorium Manenti in via Cesare Battisti a Crema, organizzato dal Centro Culturale Cremasco, Stefan Wyszynski.

La serata vede la presenza straordinaria di Padre Zdzislaw Kijas – postulatore della causa di Beatificazione e di Luigi Geninazzi – giornalista e scrittore. L’incontro sarà l’occasione per approfondire l’eredità lasciata dal Cardinale polacco, interrogandosi su cosa voglia dire essere padre nella fede e cosa la sua testimonianza dice ancora oggi a ciascuno di noi.

Wyszynski era nato a Zuzela (un villaggio dell’est della Polonia) nel 1901, in una famiglia povera e numerosa. Ordinato sacerdote nel 1924, è stato professore di economia sociale, di etica sociale cattolica e di sociologia dal 1932 al 1935. Negli anni dell’anteguerra ha svolto anche un intenso lavoro negli ambienti sindacali cristiani. Nel 1939 sfuggì alla cattura della Gestapo. Finita la guerra, fu nominato vescovo di Lublino nel 1946 e nel 1948 arcivescovo di Ghiezno e di Varsavia e Primate di Polonia. Risale a quegli anni la sua opposizione ferma e coraggiosa alle persecuzioni antireligiose del governo comunista. Nominato cardinale nel 1953, fu arrestato nello stesso anno e tenuto in carcere fino al 28 ottobre 1956 quando, in seguito alle dimostrazioni di operai e di studenti a Poznam, il nuovo leader polacco Gomulka chiese a Wyszynski di riprendere possesso della sua carica arcivescovile e ottenne che venisse garantita la libertà di culto e l’indipendenza tra Stato e Chiesa. Il 28 ottobre il primate tornò a Varsavia e l’8 dicembre si firmò il nuovo accordo che sottoscriveva le condizioni poste dal cardinale Wyszynski. Da allora ebbe un ruolo cruciale nei conflitti che sorsero tra la classe operaia e il governo comunista: da un lato appoggiando le rivendicazioni dei lavoratori e dall’altro conservando un atteggiamento conciliatore e pacifico, allentando le tensioni per evitare le violenze da entrambe le parti. Wyszynski morì il 28 maggio del 1981, quindici giorni dopo l’attentato a Giovanni Paolo II. Non potendosi recare al suo funerale perché ancora ricoverato, papa Wojtyla inviò una sentita lettera alla nazione polacca con la quale invitò a trenta giorni di raccoglimento e di preghiera per meditare su «la figura dell’indimenticabile Primate, il cardinale Stefan Wyszynski», e «il suo insegnamento, il suo ruolo in un così difficile periodo della nostra storia».

Una vita ostica e irta di trappole che solo la sua solidità d’animo e di fede, e quella della coscienza dell’intero popolo polacco, consentì di percorrere, facendone un autentico testimone di Cristo, che tuttora edifica e sprona col suo esempio.

© Riproduzione riservata
Commenti