Cronaca
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Case di riposo, carenza personale
Montini: "Fuga verso il pubblico"

In alcune realtà c'è chi ricorre a una riorganizzazione del lavoro per rispondere al calo degli infermieri. E si punta sulla qualità, organizzando corsi di formazione per Asa e Oss.

E’allarme organici nelle case di riposo del Cremonese, dove la carenza di personale, in certe strutture, rende difficile organizzare i turni. In alcuni casi, è stato persino necessario chiudere alcuni nuclei. A delineare il quadro è Walter Montini, presidente dell’Arsac, che descrive la situazione come drammatica. “Medici e infermieri preferiscono andare in strutture pubbliche anziché restare nelle fondazioni, anche per questioni di natura economica” sottolinea. “C’è chi ha problemi di copertura dei turni, sia con gli infermieri che con i medici”.

Le difficoltà sono destinate ad aumentare, poi, con i pensionamenti che si concretizzeranno nei prossimi due anni. Così tutti stanno correndo ai ripari, chi con delle riorganizzazioni aziendali, chi puntando alla formazione, al fine di trovare nuove figure professionali, come oss e asa.

“Al Germani di Cingia de Botti, abbiamo risposto alla carenza endemica di infermieri riorganizzando il lavoro” spiega Ivan Scaratti, direttore generale della Rsa. “Sebbene i nostri standard rispettino quanto richiesto dalla Regione, abbiamo attivato una riorganizzazione interna in cui abbiamo inserito nei nuclei le oss e degli educatori a supporto degli infermieri. Inoltre anche i coordinatori di nucleo entrano in turno”.

Non solo: anche l’innovazione tecnologica va a sostegno del lavoro. “Abbiamo fatto investimenti importanti. In questi giorni sarà attivo un sistema di intelligenza artificiale chiamato Ancelia per il monitoraggio notturno, e da novembre avremo un armadio farmaceutico che andrà a sgravare sulle attività di preparazione delle terapie”.

Per ovviare invece alle carenze di asa e oss, in collaborazione con Fondazione Sospiro e Abra, è stato organizzato un corso finanziato da Regione Lombardia, che saranno tarati sulle esigenze specifiche delle case di riposo in cui il personale dovrà lavorare.

“In provincia di Cremona il contesto sociosanitario rappresenta una realtà molto importante che dà occupazione a migliaia di persone, e un’adeguata formazione consente di mantenere un livello qualitativo alto” aggiunge Fabio Bertusi, direttore generale di Fondazione Sospiro. “Per questo organizziamo corsi gratuiti per consentire a molte persone di accedere al mondo del lavoro. Il primo, che ha avuto un’alta adesione, ha ancora pochi posti disponibili, ma vorremmo replicare a breve questa nuova formazione. Nel sociosanitario cremonese gravitano migliaia di persone, e le nostre case di riposo generano una mole di lavoro notevole”.

Laura Bosio

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