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Ultimi mesi di mandato: il bilancio
dell'assessore Michele Gennuso

L’Amministrazione comunale di Crema si avvia verso la scadenza del mandato. L’appuntamento elettorale è fissato per la prossima primavera, presumibilmente maggio.

L’assessore e vicesindaco Michele Gennuso, con delega Politiche sociali e Politiche per le Famiglie e per i Giovani ha tracciato un bilancio della propria esperienza.

Quali aspettative aveva dall’incarico che le è stato affidato? Queste aspettative sono state soddisfatte?

L’esperienza politico-amministrativa, che è iniziata nel marzo del 2017, è stata per me una grandissima novità. Io ho avuto esperienze associative e di impegno nel sociale sin dall’adolescenza al di fuori delle dinamiche di un partito o di un movimento; e in tutta sincerità ho sempre guardato al mondo della politica (quello -per capirci- che viene spesso erroneamente identificato con i “palazzi del potere”) con un certo sospetto e distacco.

Alla fine ho deciso di accettare la proposta di Stefania Bonaldi per sperimentarmi e per conoscere le dinamiche della vita politica e amministrativa che sono sicuramente molto complesse. Ho capito che non si può entrare in questo mondo senza avere una visione complessiva della gestione della cosa pubblica: occuparsi di sociale, di famiglie, di giovani senza pensare alle opere pubbliche, alla viabilità, all’ambiente, al commercio, all’economia è inutile se non addirittura controproducente. In questi anni mi sono ispirato ad un modello che ha l’ambizione non di amministrare una città, ma di gestire una comunità: la città è un luogo fisico dove puoi anche non abitare ma frequentare per motivi di lavoro e/o di svago senza dover costruire relazioni forti; nella comunità invece sei chiamato a creare reti, rapporti che ti portano a condividere cultura, tradizioni, paure, speranze, a occuparti di tutti e di ciascuno; e proprio grazie a questa pandemia credo che tutti abbiamo capito il valore dell’essere parte di una comunità in cui ognuno è chiamato a prendersi cura dell’altro.

Mi aspettavo la fatica dell’amministrare e c’è stata senza alcun dubbio; i processi amministrativi proprio perché dinamici hanno bisogno di molta cura, di continui confronti e scontri, di coinvolgimento di tante professionalità e personalità non ultima del confronto schietto con la macchina comunale che mi ha sbalordito positivamente. Ci sono tantissimi dipendenti pubblici appassionati del loro lavoro che ci mettono testa e cuore anche a Crema; mi piace spesso dire che “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”!

Infine un mio timore era il “compromesso”, ma ho imparato a interpretarlo, a riempirlo di un significato che lo rende un valore, perché non è uno strumento negativo ma talvolta necessario per arrivare ad una sintesi che renda concrete le scelte politiche che chi amministra è chiamato a realizzare.

 

Quali sono i progetti realizzati che maggiormente l’hanno soddisfatta?

Io mi sono appassionato delle e nelle periferie della città!

Sin dall’inizio ho voluto concentrarmi su alcuni quartieri per ravvivarli, abbellirli, farli sentire parte integrante della comunità. Gli sportelli di mediazione abitativa sono stati fortemente voluti proprio per realizzare concretamente la vicinanza di cui molti cittadini hanno bisogno. Sicuramente il processo è solo avviato. I momenti aggregativi per le festività natalizie sono stati a mio modesto avviso un segnale forte per evidenziare l’importanza che tutti i cittadini hanno nella nostra comunità.

Un progetto che mi ha molto coinvolto è stato poi quello della coprogettazione che ha l’ambizione di creare una visione condivisa della città tra l’ente pubblico e il terzo settore , io sono molto convinto che il modello della Coprogettazione sia ossigeno per una comunità, perché responsabilizza nelle scelte e nelle azioni tutti coloro che per professione si occupano di welfare. La nostra città, il nostro Ambito Cremasco, con i suoi limiti, ha una ricchezza in termini di professionisti del sociale che spesso ci dimentichiamo di considerare.

L’istituzione della Consulta Interculturale

Il tema dell’integrazione o meglio della coesione sociale è una sfida che molti ancora si ostinano a non voler cogliere quando invece rappresenta un volano per rendere sempre più serena la quotidianità dei nostri cittadini, la consulta interculturale nata con molta fatica è uno strumento (non è certo l’unico) che dona valore alla diversità e che ancora una volta rende protagonisti i cittadini e non è una cosa da sottovalutare.

Sono molto soddisfatto poi di aver contribuito in maniera forte all’istituzione di un Osservatorio per le Barriere Archittoniche nella nostra città: è una scelta di civiltà! E’ non posso nascondere le fatiche, gli scontri, le difficoltà che ci sono state e ci saranno perché il tema tocca corde sensibilissime ma è un tema che con coraggio bisogna affrontare; credo che mai come in questi ultimi anni si sia parlato così spesso (anche con toni spesso duri) di barriere architettoniche e di persone con disabilità e credo che questo sia un primo passo, anche se mi permetto di sottolineare che azioni concrete ne abbiamo realizzate per rendere alcuni luoghi più accessibili, la strada e lunga ma la determinazione non manca.

Un ultima riflessione: #sifa! Questo mantra ha contraddistinto i miei primi mesi di mandato in merito alla delega relativa alle politiche giovanili, da una battuta in cui alcuni giovani mi dicevano che la consulta non sarebbe mai più stata

riattivata io ho iniziato a dire: #sifa #sifa e in effetti la Consulta dei Giovani è rinata; e i giovani sono stati tanti e hanno affrontato l’esperienza con grande determinazione e io sono contento di essere riuscito a offrire loro un luogo dove poter maturare la loro passione per la politica! E i giovani in questi anni sono stati capaci di realizzare dei progetti importanti (ad esempio quello dei cestini per i mozziconi di sigarette che ha avuto anche una rilevanza a livello nazionale). E’ vero si può e si deve fare di più, molto di più, ci vuole più coraggio da parte della politica adulta e faccio un mea culpa se in certi momenti non sono andato controcorrente ma diciamocelo: il tema della partecipazione dei giovani alla vita politica e sociale di una città è alquanto sfidante e va realizzato con metodo e non solo grazie all’entusiasmo dell’assessore di turno o alle risorse che una tantum sono destinate alle politiche giovanili. E’ quindi vero che l’entusiasmo è andato un pochino scemando (credo sia anche fisiologico) però i giovani in questi anni hanno ravvivato Piazza Falcone e Borsellino portando gli adulti a riflettere sul tema della legalità…scusatemi se è poco! Ho comunque voluto con forza una equipe dedicata all’interno dell’Orientagiovani, un equipe multidisciplinare che riuscisse a offrire servizi ma anche ascolto, soluzioni ma anche opportunità e spero che i giovani abbiano colto questo desiderio di tendere una mano

 

Cosa invece non sei riuscito a realizzare, ma avresti voluto?

Il Budget di Salute. Ovviamente non spetta all’assessore al Welfare del comune di Crema istituire questo modello rivoluzionario per la presa in carico dei cittadini con disabilità, ma sono convinto che è arrivato il momento di essere molto più incisivi con Regione Lombardia. Perché se è vero che per i cittadini che vivono con una disabilità ci sono delle risorse è altrettanto vero che sono troppo frammentate, non c’è quella continuità necessaria ad accompagnare la quotidianità delle persone in ogni periodo dell’anno; non si può improvvisare una presa in carico rincorrendo le risorse attraverso moduli e scartoffie, è necessaria una visione di insieme e questo avrei dovuto e potuto stimolarlo maggiormente.

E poi devo dire che avrei voluto realizzare qualcosa di più per gli adolescenti soprattutto durante il periodo della pandemia per quanto abbia cercato di improvvisarmi influenzer vivendo sui social per favorire l’incontro e la riflessione credo che sia mancata una presa in carico più decisa, anche alla luce dell’aumento del disagio di questi adolescenti che diciamolo è sotto gli occhi di tutti e di cui non possiamo certo non occuparci…ma attenzione: “per educare un bambino serve un intero villaggio”! Nessuno può delegare, ognuno deve fare la sua parte.

 

Si ricandiderà il prossimo anno?

Nel 2017, quando mi è stato proposto, ho dato la mia disponibilità con il mio solito entusiasmo e mi sono buttato in questa esperienza senza risparmiarmi, (sull’efficacia del risultato lascio decidere gli elettori); ho condiviso un percorso con la Sindaca, la Giunta e con la maggioranza, io credo che abbiamo realizzato moltissime cose (buone) ma il percorso non è finito, bisogna continuare per cui non me la sento di abbandonare la nave proprio adesso!

Questo non vuol dire per forza ambire ad un posto in consiglio o in giunta, io credo che (come ho fatto per anni) si possa contribuire “alla causa” anche rivestendo ruoli diversi; spero infatti di contribuire a ritrovare, rinsaldare, rivitalizzare quella comunità politica che si riconosce in una visione della società che incarni i valori del centrosinistra, perché io sono un nostalgico che ancora crede che destra e sinistra esistano e che siano molto diverse nella visione, nelle strategie e nelle prospettive di quella società che si trovano ad amministrare.

 

In caso di vittoria del centrosinistra, se dovessero offrirle nuovamente questo assessorato, accetterebbe? E se invece fosse un’altra delega?

Non credo che Stefania Bonaldi si ricorderà, ma quando era in procinto di presentare la giunta e mi comunicò le deleghe, di fronte alla mia espressione frastornata sorridendo mi disse “non è che vuoi occuparti del Bilancio o delle Partecipate?” ci siamo fatti una bella risata! Io credo che ognuno deve avere l’umiltà di ammettere quello che sia in grado di fare (e questo vale in politica come in qualsiasi altro ambito della nostra vita), non ci si improvvisa “capaci” per occupare dei luoghi di potere soprattutto se le scelte condizionano la vita di tante altre persone. Resta comunque il fatto che non ho la smania di continuare a fare l’assessore come ho già detto, ho la smania di contribuire a continuare a realizzare questa visione di città che ha contraddistinto questa mia esperienza amministrativa che sicuramente ha contribuito non poco a farmi crescere.

ab

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