Cronaca
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Ipotesi doppi turni a scuola: alzata
di scudi da presidi e famiglie

Sebbene ormai le scuole abbiano riaperto i battenti da alcuni giorni non si placano le preoccupazioni in merito all’ipotesi dei doppi turni in ingresso, uno alle 8 e uno alle 10, per consentire a tutti di utilizzare i mezzi pubblici rispettando la capienza massima dell’80%. A lanciare l’allarme è il dirigente scolastico del liceo scientifico Aselli, che in queste ore ha inviato una lettera a studenti e genitori, illustrandogli la situazione e  chiedendo la loro collaborazione per avere un quadro più chiaro della situazione.

“Da ormai un anno l’agenzia dei trasporti, complice anche il fatto che la legge impedisce agli autobus il pieno carico, propone con molta insistenza i doppi turni anche nella nostra Provincia, come in quasi tutte le altre in Lombardia” evidenzia nella missiva. “Noi dirigenti scolastici siamo stati gli unici interlocutori che hanno combattuto contro questa soluzione sin dall’inizio e siamo riusciti finora a scongiurare questa eventualità”. Ma la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro: se infatti l’avvio è stato con un turno unico, per poi rivalutare la situazione dopo un paio di settimane, le cose potrebbero cambiare dopo il prossimo incontro, quello del 28 settembre, “fra il Prefetto, i responsabili dei trasporti e
l’Ufficio Scolastico Territoriale, a cui noi dirigenti non potremo partecipare” sottolinea ancora Ferrari.

La situazione, peraltro, è ancora molto incerta: “Sappiamo che i primi giorni diversi studenti vengono accompagnati dai genitori e non possiamo quindi basare uno studio serio su quanto avvenuto ieri e oggi” si legge nella missiva, in cui il preside fa un appello alle famiglie: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto per raccogliere ogni utile informazione, per comprendere se vi sono tratte più in sofferenza, al fine di elaborare eventuali proposte e possibili soluzioni. Vi chiedo di rispondere al sondaggio che nelle prossime ore vi manderò o che verrà posto agli studenti dai loro insegnanti.

Corriamo il rischio che, sin dai primi giorni, alcuni studenti, specie coloro che abitano più vicino a Cremona, si trovino nelle condizioni di non poter salire su pullman già carichi all’80% (come richiede l’attuale normativa) e che siano dunque impossibilitati a venire a scuola. Sono assolutamente consapevole (e l’ho comunicato con chiarezza anche in sede istituzionale) che la proposta del secondo turno alle ore 10 è deleteria dal punto di vista didattico, organizzativo e soprattutto umano. I nostri ragazzi hanno bisogno del pomeriggio per studiare, per poter mantenere gli impegni sportivi, le relazioni amicali, gli hobbies, insomma tutta quella vita già schiacciata da un anno e mezzo di pandemia. Al momento opportuno valuteremo come gestire la situazione; le ipotesi che ho fatto nelle ultime ore prevedono comunque che il disagio siano distribuito in modo equo su tutte le classi riducendolo al minimo. Speriamo fortemente che non ve ne sia bisogno”.

Non si è fatta attendere la replica delle famiglie, che esprimono la propria preoccupazione: come evidenzia Zohreh Kalamian, genitore di una studentessa dell’Aselli, che ha inviato una lettera aperta “consapevole di interpretare il pensiero di tantissimi genitori e studenti che gravitano nelle scuole superiori del territorio cremonese”. I dubbi riguardano la lentezza con cui l’Agenzia per il trasporto ha gestito la partita: “in tutto questo tempo si potevano addirittura fabbricare decine e decine di autobus e abilitare alla guida altrettanti autisti” si legge “Soprattutto visto che ora tutti gli enti dispongono di adeguate risorse economiche per far fronte a tutto: bastava pensarci per tempo.

Non è corretto che a causa dell’incompetenza della classe dirigenziale e politica cremonese e/o lombarda, ne facciano le spese i ragazzi: esistono realtà simili alle nostre in cui per tempo si sono affrontati e risolti questi problemi. È sufficiente che le autorità competenti collaborino e si coordinino per il raggiungimento dell’obiettivo, senza scuse e senza rimpalli di competenze, come sta avvenendo in questi giorni.

Sono queste le tematiche per cui i amministratori e funzionari pubblici devono dimostrare di lavorare per la collettività e non per mero interesse e prestigio personale: chiediamo la soluzione al problema senza compromettere ulteriormente la salute dei ragazzi. La soluzione del doppio turno a scuola risulta inaccettabile, perché andrebbe ad impattare con il resto dell’attività privata dei ragazzi e delle famiglie: i ragazzi hanno bisogno del pomeriggio per studiare, per fare sport, per le relazioni, gli hobbies, per riappropriarsi della vita schiacciata dalla pandemia. Abbiamo sostenuto uno sforzo notevole nei mesi appena trascorsi, ci siamo adeguati, ci siamo vaccinati, portiamo la mascherina, utilizziamo disinfettanti: ora è tempo che chi di dovere adotti le soluzioni adeguate senza drastiche penalizzazioni” conclude la missiva

Laura Bosio

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