Approfondimenti dell'Ordine
su 25 medici no-vax in provincia
Sono due i medici sospesi dal servizio, in quanto non vaccinati contro il covid19, all’ospedale di Crema. E, secondo alcune indiscrezioni, non intendono eseguire la profilassi. Si tratta di due professionisti, cremonesi, del reparto di Psichiatria.
La direzione ospedaliera ha fatto sapere di aver adottato “provvedimenti in seguito a quanto accertato da ATS e disposto dall’Ordine dei medici”.
In base al Decreto legislativo 44/2021 medici, infermieri, farmacisti, psicologi, veterinari, ostetriche, biologici, chimici, fisici e altri professionisti del mondo sanitario e socio-sanitario sono obbligati a immunizzarsi. Chi non si adeguerà alle normative non potrà continuare a lavorare con i pazienti, almeno finché non riceverà l’iniezione. E’ quindi previsto lo spostamento in un ruolo che non implichi un rischio di contagio, laddove possibile.
A livello provinciale sono attualmente 5 i medici su cui l’Ordine sta svolgendo approfondimenti, a seguito del provvedimento di sospensione ricevuto dall’Ats, per non avere ancora effettuato la vaccinazione né per aver fornito validi motivi. A questi cinque casi, spiega il presidente dell’ordine provinciale Gianfranco Lima, ne vanno aggiunti altri 20 già esaminati nei giorni scorsi.
Alla data del 30 luglio, all’assessorato al Welfare di Regione Lombardia risultano 2.525 atti inviati, di cui 188 nell’Ats Valpadana.
L’ordine sta svolgendo un ruolo di raccordo per capire se si tratti di no-vax o se vi siano stati disguidi nelle comunicazioni con l’Ats. Come spiega il presidente dell’ordine, Gianfranco Lima, ci sono casi in cui il medico ha ricevuto il vaccino in un’altra regione ed è mancato lo scambio di dati tra le aziende sanitarie di competenza.
Lima ha aggiunto che la sospensione non significa non potere esercitare il ruolo di medico, ma è un provvedimento che impone al datore di lavoro lo spostamento ad altra mansione del professionista.
Tra gli iscritti all’Ordine provinciale delle professioni Infermieristiche sono invece una trentina quelli che hanno ricevuto la sospensione, stando a quanto risulta al presidente provinciale Enrico Marsella. Anche qui, comunque, numeri in continua evoluzione. Se siano più liberi professionisti o dipendenti di aziende ospedaliere o case di di cura private non è dato sapere: “Tra questi trenta – spiega Marsella – ci possono essere persone che hanno problemi di salute. La legge ci affida il compito di comunicare all’iscritto il provvedimento di sospensione; poi, dal momento che molti degli iscritti sono liberi professionisti, confido che sia il committente a verificare l’avvenuto obbligo vaccinale. L’iscritto che viene sospeso non può esercitare la professione e ci sono sanzioni pesanti anche per il committente che gli affida un lavoro. Ad ogni modo è sempre possibile verificare l’eventuale sospensione nell’elenco nazionale degli iscritti consultabile sul sito”.
ab – gb