Ambiente
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Metano, emendamento M5s per
monitorare gli impianti di stoccaggio

In provincia di Cremona sono tre. Riprese da una ong americana alcune perdite in impianti italiani. "Sprecare così le risorse creando un danno ambientale ed un danno alla salute dei cittadini è inaccettabile", secondo il prof. Armaroli

(foto di repertorio)

Un emendamento al bilancio di Regione Lombardia per creare una struttura tecnica ad hoc all’interno di ARPA Lombardia per i monitoraggi del metano. E’ quanto ha riproposto anche quest’anno dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco Degli Angeli. Nel dettaglio, si chiede che questa nuova struttra di ARPA sia dotata di tutte le strumentazioni necessaria e che sia dedicata ai “monitoraggi delle matrici ambientali e dei piani di monitoraggio micro-sismico e di subsdenza relativi a concessioni e/o impianti di ricerca, coltivazione, di impianti di stoccaggio in sotterraneo di gas naturale”.

L’emendamento ha lo scopo di stimolare Regione affinché anche le emissioni degli impianti di stoccaggio del gas vengano monitorate. In questo senso, lo stesso Degli Angeli ha annunciato che scriverà una lettera ai sindaci dei territori impattati per sollecitarli ad attivarsi. In provincia di Cremona, infatti, sono tre gli impianti di stoccaggio: Bordolano, Ripalta Cremasca e Sergnano.

Si tratta di un tema caro all’esponente pentastellato che si era visto bocciare emendamenti simili già negli ultimi due anni. L’obiettivo è, una volta in possesso di dati certificati, chiedere all’azienda di intervenire. Anche perché le emissioni di metano hanno una ripercussione anche in tema di salute.

“Siamo rimasti tutti scioccati di quanto le emissioni di metano siano pervasive in Europa”, ha detto James Turitto campaign manager dell’organizzazione americana Clean Air Task Force (CATF) commentando le riprese (effettuate anche negli impianti provinciali) diffuse dalla stessa Ong. Secondo quanto riferisce l’organizzazione, il metano ha un effetto serra “circa 80 volte più potente dell’anidride carbonica in un periodo di 20 anni” ed è “responsabile del 25% del riscaldamento globale”. Inoltre, le emissioni di metano sono aumentate “molto più velocemente di quanto previsto dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

Sempre Turitto ha spiegato a Fanpage.it: “Abbiamo usato una camera a infrarossi che riconosce diversi tipi di gas ci siamo messi a cercare le perdite e le emissioni di queste industrie, quello che ne è venuto fuori è stato davvero sorprendente, è uno dei peggiori casi al mondo. Ho visto molte perdite, molti sfoghi di gas in atmosfera senza provare a bruciarlo, il che lo renderebbe meno inquinante”.

“Sprecare così le risorse creando un danno ambientale ed un danno alla salute dei cittadini è inaccettabile”, ha detto il prof. Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, ndr). Le emissioni, infatti, hanno anche ripercussioni per la salute. “C’è un report del Centro di ricerca della Commissione Europea – ha detto Armaroli – che dice che le emissioni di metano vanno abbattute perché questo permetterebbe di risparmiare migliaia di vite entro il 2050”. “Le persone che vivono nel raggio di 800 metri – ha spiegato Turitto – dalle aree di produzione hanno un rischio più alto di ammalarsi di cancro”. “Queste emissioni di metano – ha aggiunto Armaroli – portano con sé un peso sulla salute che non può essere trascurato”.

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