Cronaca
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Tampon-tax: botta e risposta
tra M5s e Pd

E’ polemica sulla decisione di Azienda Farmaceutica Municipalizzata di abolire la tassazione sugli assorbenti femminili. O meglio, sulla parternità della decisione.
Il Movimento 5 Stelle rivendica l’obiettivo, accusando Afm di mancare di “onestà intellettuale”, vista la mozione protocollata ad inizio luglio. “Quel che conta comunque, per noi, è l’ottenimento dei risultati. Tuttavia, questo deve essere solo un primo approdo: eliminare l’IVA dagli assorbenti venduti dalle farmacie comunali è un simbolo ed uno sprono affinché anche i privati adottino tale misura e, soprattutto, affinché il Parlamento centrale legiferi in tal senso”.
A rispondergli il capogruppo del Pd, Bassi, e il consigliere Anna Acerbi: “Parlano di “onestà intellettuale” i 5 Stelle di Crema. Peccato che le cose non funzionino come credono i grillini cremaschi. Afm aveva discusso e valutato la proposta in piena autonomia (col cda del 25 giugno), e deliberato la scelta di abolire l’Iva ben prima della presentazione della mozione. E lo ha fatto seguendo un indirizzo preso da molte altre farmacie comunali. Lo spirito complottistico con cui è evidentemente ancora intriso il Movimento 5 Stelle di Crema gli fa sfuggire che la realtà è ben più articolata di come pensa: enti come Afm non si muovono per sottrarre visibilità, ma con l’obiettivo di offrire un servizio sempre migliore ai cittadini – proseguono dal Partito Democratico – Il loro comunicato rientra a pieno titolo nella politica del “mettere la bandierina” su un provvedimento. Una modalità di interpretare il ruolo di amministratori che lasciamo volentieri a loro. In ultimo, ricordiamo che a maggio 2019 il capogruppo 5 Stelle alla Camera Francesco D’Uva aveva bocciato un emendamento PD che chiedeva l’abolizione dell’Iva sugli assorbenti perché riteneva preferibili “opzioni meno inquinanti come le coppette o il pannolino lavabile”. I 5 Stelle hanno cambiato idea su talmente tante cose da farci perdere il conto. Gli chiederemmo, però, di guardare in casa loro prima di gettare accuse sull’“onestà intellettuale” di altri”.

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