Cultura
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Soncino: alla scoperta di Aquaria
e del Museo dedicato all’arte serica

Il borgo di Soncino per storia, arte, vivacità culturale è sicuramente uno dei centri più conosciuti della provincia. Variegata l’offerta per i visitatori, con un sistema museale che coinvolge amministrazioni pubbliche e tanti volontari, e che negli ultimi anni si è caratterizzato anche per la presenza di Aquaria e del Museo della seta. In particolare, il Museo Civico Archeologico Aquaria, ha visto negli anni l’impegno di comune di Soncino, Regione Lombardia e Soprintendenza Archeologica Belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, partendo dallo stimolo della Collezione del Gruppo Archeologico Aquaria, attivo fin dagli anni settanta e che vede tra i fondatori appassionati di archeologia, come Omobono Moro e il maestro Franco Occhio.

Dall’Età del ferro al Rinascimento. “Testimonianze celtiche e romane recuperate nel territorio soncinese e nelle aree limitrofe, un patrimonio che nel corso degli anni si è deciso di mettere insieme, creando una struttura museale, grazie agli interventi della Regione, della Soprintendenza e al lavoro della curatrice del Museo, Elena Baiguera” dice Roberta Tosetti, consigliere comunale con delega alla cultura. Tra i preziosi reperti custoditi diversi risalgono all’età del ferro, recuperati nelle campagne soncinesi a partire dagli anni settanta e nella necropoli rinvenuta in territorio di Gallignano, ma c’è spazio anche per suppellettili, piatti, boccali utilizzati nella cucina del cinquecento e del seicento. Nella visita ci accompagna il volontario Luca Micheletti, che ricorda i laboratori didattici per i bambini, da quelli medievali, a quelli archeologici, alla caccia al tesoro, che si spera presto di poter riprendere. “Soncino, la sua rocca, le mura, i musei rappresentano una preziosità – commenta Roberta Tosetti – se guardiamo solo ai dati del turismo scolastico in epoca precovid, arriviamo a contare circa 10 mila accessi”. Uno degli ultimi investimenti che ha riguardato il Museo Aquaria, la cui apertura è limitata per ora ai fine settimana, è stata la sistemazione dell’ingresso, corredato dai pannelli informativi che accolgono il visitatore ripercorrendo la storia dei luoghi e i reperti contenuti.

Il Museo della seta e la sua Guida. Altra perla soncinese, il Museo seta alla Filanda, adiacente la sede della Pro Loco, nato e curato dal 2011 da Enzo Corbani, collezionista e appassionato di storia soncinese e industria serica. “La mia collezione parte dal 1997 e da lì ho accumulato tanti materiali andando in giro per i mercatini dell’antiquariato e poi sul web”, ci dice Corbani accompagnandoci nelle sale del Museo ampliato nel 2017. Negli ultimi tempi la curiosità e l’impegno di Corbani si concentra nella ricerca di tutto ciò che riguarda la bacologia: dalle parole con le quali descrive materiali, documenti, attrezzature, processo di produzione, video recuperati dall’Istituto Luce, emerge la grande passione per l’argomento, che pone Soncino tra i pochissimi luoghi in Italia ad avere un museo di questa natura. Ora, in occasione dei 10 anni dall’apertura, il comune di Soncino ha promosso la realizzazione di una piccola Guida curata da Cristina Ravara Montebelli e dallo stesso Enzo Corbani: “Qui si raccoglie e si cataloga materiale che nessuna conosce – aggiunge Corbani – attrezzature, immagini, disegni, cartelli, informazioni su chi ancora vende ad esempio uova di bachi, in Italia attualmente 3 ditte”, oltre a vere rarità, come il materiale proveniente dall’estero, anche dal Giappone”.

Luogo del cuore. “A Soncino nell’800 c’erano tante filande e più di 10 linee ferroviarie – aggiunge Roberta Tosetti – tutti allevavano il baco da seta, Corbani ha saputo con questa sua creatura conservare un pezzo di storia economica del borgo, particolarmente legato alle filande, l’ultima, attiva fino al 1961”. Per la consigliera delegata alla cultura, si tratta di “un vero gioiello, un luogo del cuore che nonne e bisnonne hanno raccontato attraverso storie di vita lavorativa vissuta all’interno delle stesse filande a nipoti e pronipoti”. In questi anni, circa 5 mila i visitatori che sono giunti a Soncino proprio per visitare questo Museo: informazioni presso l’Ufficio turistico del comune, la Pro Loco e sul portale soncino.org. Per prenotare una visita, scrivere a museosetasoncino@gmail.com

Ilario Grazioso

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