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"Allegra malinconia in Bandello
e Ruzante": la prima a Palazzo Terni

Torna alla produzione il Teatro San Domenico e lo fa mettendo in campo energie proprie, la competenza del direttore del Folcioni e di Debora Tundo, la regia di Nuvola de Capua e soprattutto, grazie al supporto concreto della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, rappresentata da Elisabetta Rotta Gentile, componente del comitato di indirizzo.

Domenica alle 21, scenario di questa “prima”, la corte di Palazzo Terni de Gregory che ospiterà “Allegra malinconia in Bandello e Ruzante”, con il testo di Nuvola De Capua, che mette in scena adattandole, alcune novelle di Matteo Bandello, con Luciano Bertoli e Nicola Cazzalini, personaggi da “Il cantiere delle idee” di Rosa Messina, arrangiamenti musicali del maestro Alessandro Lupo Pasini e con Debora Tundo (voce), Alberto Simonetti (violino), Fausto Solci (violoncello), Roberto Ricci (percussioni).

Il sostegno. Non è casuale la scelta di produrre le novelle del Bandello, uno dei più importanti novellieri del cinquecento, perché nella sua vita, fu per un periodo anche a Crema, come priore del convento di San Domenico. E non è casuale nemmeno l’idea di Palazzo Terni de Gregory quale location, in quanto antico palazzo nobiliare e atmosfera privilegiata per questo tipo di racconti. “Avevamo tutto, testi, attori, musica, regista, ma mancava qualcosa” ha detto il presidente Giuseppe Strada, alludendo al finanziamento necessario alla produzione. E per questo è giunta in soccorso la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che ha finanziato l’iniziativa e con la quale per il futuro è aperto un dialogo che potrebbe portare ad ulteriori sviluppi per la stessa Fondazione San Domenico.

Rapporto uomo/donna. È stato necessario parecchio studio per la regista Nuvola de Capua, per approfondire i testi del Bandello, dal teatro di Angelo Beolco detto Ruzante e un ricordo tratto da un’opera di Franco Loi. L’attenzione è rivolta al rapporto uomo/donna, per un confronto che va dall’astuzia della donna nello sfogo dei sensi, alla pazza e cieca gelosia dell’uomo, con la voce in controcanto, del contadino, deluso dalla guerra e dall’amore. Ed un finale amaro, conclude la regista, ma di apertura verso qualcosa di nuovo. Per i costumi utilizzati nello spettacolo, si ringrazia la Compagnia filodrammatica del Santuario.

Ingresso libero. Per la realizzazione di Allegra malinconia in Bandello e Ruzante, inserito nel cartellone delle celebrazioni di Venezia 1600, secondo Nicola Cazzalini, va dato merito alla regista Nuvola de Capua, “per il grande lavoro filologico e drammaturgico in un’epoca che vedeva Milano e Venezia a confronto, con Crema in mezzo”. L’ingresso è libero ed i posti limitati, per cui occorre prenotarsi presso la biglietteria del San Domenico (tel 0373.85418), ma non mancheranno le repliche in futuro: probabili nei prossimi mesi a Villa Bonzi a Ripalta Cremasca e a Pandino, nello scenario del Castello Visconteo.

Ilario Grazioso

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