Ambiente
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Lettera aperta del comitato
"Salvaguardiamo il parco Bonaldi"

Il comitato ha avanzato una serie di richieste al Comune di Crema, in seguito all'abbattimento delle piante avvenuto lo scorso gennaio

“Purtroppo lo scorso marzo il parco Bonaldi ha subito un intervento drastico con l’abbattimento di una quarantina di alberi, molti dei quali di notevole dimensione”. E’ quanto si legge nella lettera aperta che il comitato Salvaguardiamo gli alberi del Parco Bonaldi ha inviato al Comune di Crema congiuntamente al comitato Salviamo gli alberi di Crema e Salviamo il Menasciutto. Missiva sottoscritta anche dal Fai e dal Wwf (sez. Cremona).

“In seguito a questo intervento molti cittadini hanno sollevato critiche e lamentele. Si è così costituito un Comitato con l’obiettivo di tutelare il parco stesso da ulteriori azioni invasive che ne alterino l’assetto originario”. Il Comitato ha organizzato un evento di protesta e ha richiesto un incontro con gli amministratori locali, svoltosi lo scorso aprile. Gli assessori competenti hanno motivato la decisione di abbattere gli alberi rimandando al Censimento arboreo del Comune di Crema in cui, in seguito a perizia agronomica, gli alberi abbattuti erano stati classificati come non in sicurezza.

“Le perplessità al riguardo rimangono molte – spiegano dal comitato – In particolare è risultato poco convincente che un così alto numero di esemplari risultasse improvvisamente non in sicurezza e che fosse necessario procedere a un abbattimento così massiccio. La logica sottesa sembra quella del “si fa prima a”, senza prevedere interventi graduali e puntuali sugli alberi in condizioni critiche, interventi che spesso sono possibili, dalla potatura al consolidamento dinamico, e che non si sono visti al Parco Bonaldi”.

In seguito all’abbattimento il Comune ha proceduto a una “parziale e arbitraria ripiantumazione che non ha rispettato minimamente l’impianto originale del parco” mettendo a dimora nuovi alberi all’interno del grande prato centrale. “In questo modo si è ignorato il valore storico-architettonico del parco, di impianto romantico risalente alla seconda mentà del XIX secolo”.

Il comitato chiede pertato alla Giunta che il parco Bonaldi “non sia considerato un semplice spazio di verde pubblico, bensì un bene di valore culturale, storico e architettonico da tutelare, salvaguardandone anche l’originale biodiversità”. In tal senso viene chiesto di predisporre un piano di manutenzione modulato di cui venga data adeguata informazione ai cittadini. Un piano che già viene utilizzato per la conservazione dei giardini di Porta Serio.

Le strutture di gioco, come i tappeti elastici, andrebbero spostate “in uno spazio idoneo che potrebbe essere il terreno, di proprietà comunale, sito a sud-ovest del parco. In questa nuova area chiediamo anche che vengano ripiantumati gli alberi recentemente messi a dimora nel prato centrale dove, crescendo, andrebbero a saturare ancor di più le visuali che caratterizzano il progetto originario”.

Infine, il comitato richiede un’ulteriore richiesta ufficiale di verifica di interesse culturale alla Soprintendenza: “In questo modo sarebbe possibile contare su una maggiore attenzione e tutela in vista dei futuri interventi. Da parte nostra – si conclude la lettera – siamo disponibili a fare rete e collaborare con quanti hanno a cuore la tutela e la valorizzazione del parco”.

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