Cronaca

Chiesa gremita per l'ultimo
saluto a Maurizio Redondi

Chiesa gremita, per l’ultimo saluto a Maurizio Redondi, ex dirigente del Comune di Crema e attivo parrocchiano a Santa Maria della Croce. Alla cerimonia, officiata dal vescoo Daniele Gianotti erano presenti il sindaco Bonaldi e il presidente del Consiglio comunale Giossi, oltri ai membri delle Giunta, alcuni consiglieri comunali e colleghi di Redondi.

“Gli amici di Paolo di Tarso piansero alla sua partenza. Noi, oggi, siamo qui per un addio ancora più doloroso, perché sappiamo che non vedremo più il viso di Maurizio. Ma ci consola sapere quale sarà la meta del suo viaggio: la Gerusalemme celeste”, ha esordito il vescovo nell’omelia.

“La città – ha proseguito – ha apprezzato la sua dedizione, così come la comunità di Santa Maria, dove era conosciuto e benvoluto. Quando gli diciamo addio sappiamo dove andrà lui e dove torniamo noi: nel mondo, certo che nulla di ciò che con amore viene seminato, va perduto”.

Al termine della funzione padre Armando, parroco di Santa Maria, ha salutato “Micio”, come molti nel quartiere chiamavano Maurizio Redondi: “Persona semplice, grande collaboratore, amico della pace. Capace di risolvere l’impossibile, si faceva in quattro per aiutare quando gli veniva chiesto. Non si è mai risparmiato nel donarsi con passoine e professionalità. Grazie, Micio, per essere stato un grande testimone di Dio in mezzo a noi. Arrivederci”.

Anche il sindaco Bonaldi ha portato un ricordo dell’ex dirigente comunale, da tre anni in pensione: “Il lavoro di Maurizio è ciò che lo ha reso un piccolo patrimonio collettivo. Non lavorava per il Comune, lui era il Comune, molto più degli amministratori che negli anni si sono succeduti. Dell’Ente lui rappresentava l’identità. Serviva lealmente, senza pregiudizi ideologici: un esempio per tutti i politici”.

Ambra Bellandi

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