Cultura
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La Fondazione San Domenico
riparte con "Crema curiosa"

Si era appena chiusa la mostra su Crema Veneziana, che aveva registrato un successo di partecipazione senza precedenti, quando è arrivato il lockdown. Tutto fermo, tutto chiuso, tutto sospeso. “E dire che stavamo già progettando la mostra successiva. Abbiamo dovuto rimandare. Però, appena le prospettive di una riapertura, pur con tutte le necessarie precauzioni, si sono fatte concrete abbiamo ripreso il discorso interrotto”.

Ha esordito così il presidente della Fondazione San Domenico, Giuseppe Strada, in conferenza stampa per annunciare la riapertura ufficiale delle attività. “Dopo un lungo periodo di chiusura avevamo bisogno tutti di curiosità e leggerezza: queste le nuove parole magiche su cui ci siamo concentrati. E, lavorando e cercando, abbiamo potuto scoprire nuovi aspetti della nostra città. Abbiamo cosi scelto il filone da seguire per progettare questa nuova impresa”.

“Crema curiosa”, questo il titolo della nuova mostra che aprirà il 15 maggio alle 17. L’esposizione è il racconto delle storie della citta e dei suoi personaggi: “Descriveremo i palazzi, le chiese ed i conventi, i quartieri con i loro abitanti e le loro avventure. Inviteremo il visitatore, ed anche il nostro lettore, a seguirci in una passeggiata in citta e nei suoi dintorni: qui e nata una storia, la c’e un angolo curioso, piu avanti e avvenuto un miracolo, in questo quartiere ha abitato quello strano personaggio, lì ancora c’era una chiesa, un convento soppresso, un palazzo”.

Nessun limite temporale: i racconti spazieranno dal 1200 ai giorni nostri: Santi e miracoli, ma anche derelitti e case chiuse. Il percorso tracciato parte, naturalmente, dal San Domenico, per proseguire verso piazza del Duomo, e poi le vie interne al centro storico, il Sant’Agostino, San Giacomo, via Kennedy, SS. Trinita, via Verdi con gli Stalloni. Ma poi si esce dal centro storico: i quartieri di Santa Maria e dei Sabbioni. E poi ancora storie dal territorio, per parlare delle sue acque e di tradizioni ancora vive. Per tornare infine in Crema, in piazza Garibaldi. “Lì, dove un tempo sorgeva il Castello di Porta Serio, ha oggi sede la Banca Cremasca e Mantovana, che ci ha messo a disposizione, per la mostra, i capolavori d’arte custoditi tra le sue mura. Ed e proprio ammirando questi capolavori che terminerà il percorso che proponiamo”.

Come nelle mostre precedenti, essenziale è stato il contributo dei privati. Ancora una volta le opere in mostra, infatti, provengono da collezioni. “Continua anche cosi il progetto che avevamo intitolato “Alla ricerca dei tesori d’arte nascosti”. Manufatti, documenti, immagini, opere d’arte, custoditi in case private tornano fruibili per il periodo di apertura della mostra”.

“Noi volevamo riaprire alla socialità ed alla bellezza, offrendo occasioni per ripensare alla nostra storia e per amare ancor più la nostra citta ed il nostro territorio. Volevamo stimolare di nuovo la curiosità ed il piacere della scoperta. Con leggerezza. Ai nostri visitatori ed ai nostri lettori lasciamo il giudizio”.

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