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Comunali 2022: le strategie di
Pd, Italia Viva e Azione

Tra un anno, dopo due mandati, si concluderà l'era Bonaldi. L'attuale sindaco resta a disposizione, ma annuncia che non si ricandiderà al Consiglio comunale: "Mi riesce difficile, per come sono, pensare ad una presenza "a vita" nella medesima Istituzione"

Da sinistra: Bonaldi, Geraci, Hazizaj e Galletta

Anche il centrosinistra si prepara alle comunali di Crema del 2022. Dopo 10 anni si concluderà l’era di Stefania Bonaldi che plaude allo “slancio dell’area progressista per definire la strategia, le alleanze, il perimetro della coalizione, per avviare per tempo una impegnativa fase di partecipazione e coinvolgimento della comunità”.

Il sindaco uscente sottolinea come in questi anni si sia andati nella direzione di un forte coinvolgimento civico, attorno al Pd: “Un vero ruolo di servizio. Sono certa che questo stile non cambierà e pure che ci sarà un rinnovato impegno per dare la giusta continuità ai tanti progetti avviati, senza mancare di introdurre, come è giusto e sacrosanto, anche elementi di novità”.

“Resto a disposizione per dare una mano ad aggregare e tenere insieme”, assicura l’attuale primo cittadino che contestualmente annuncia che non si candiderà al Consiglio comunale: “Dopo 15 anni ritengo sarà giustamente concluso il mio impegno attivo in Comune. Mi riesce davvero difficile, per come sono, pensare ad una presenza “a vita” nella medesima Istituzione. Avanti altri e, spero, tante altre”.

La macchina è dunque in moto: all’interno del Pd “si sta cercando di capire se tra chi in questi anni si è impegnato in prima persona ci sono ancora delle disponibilità – spiega il segretario cittadino Antonio Geraci – E’ corretto e opportuno partire proprio da coloro che hanno maturato un’esperienza importante e hanno dato il loro contributo”. L'”identikit” del candidato dovrebbe essere profilato nelle prossime settimane e Geraci sottolinea come, da statuto, “il partito si avvale delle primarie per la scelta del candidato, uno strumento che offre l’occasione di interpellare gli elettori”.

La questione della scelta del candidato è strettamente collegata al tema delle alleanze e, perciò, “è prematuro parlarne, anche se si stanno avviando alcuni contatti tra il Pd e quelle realtà che per loro costituzione ci sono più vicine”. Porta aperta dunque alle forze progressiste e ambientaliste, senza dimenticare la componente civica. “Vogliamo accanto persone che siano in grado di assumersi la responsabilità del governo di Crema che, va detto con orgoglio, è stata bene amministrata per un decennio da una giunta di centrosinistra”

La sedia accanto al Pd potrebbe essere occupata da due partiti minori, da poco giunti sulla scena cittadina: Italia Viva e Azione. Entrambi fondati da due “ex” del Partito Democratico (Matteo Renzi e Carlo Calenda), a Crema contano ancora un numero di iscritti esiguo per tentare l’apporodo da Palazzo in autonomia, ma nulla è da escludere. Di certo potrebbero rispecchiare il progressismo che piace ai Dem.

“Italia Viva ci sarà – assicura la referente cittadina Linda Hazizaj – ora, dire in che modo, è prematuro. Questo è il momento della tattica: ci piacerebbe rimescolare un po’ i giochi”. Poca voglia, pare, di limitarsi ad essere semplici portatori d’acqua, le intese sembrano però alla base della strategia di Italia Viva: “Le alleanze, per un partito minore, sarebbero un obbligo, ma non dipende solo da noi. Il nostro riferimento politico è il riformismo, non certo il populismo”. Nessun nome, anche per IV, “ma vorremmo si arrivasse ad un candidato che segni una rottura rispetto a schemi già visti”.

Più distaccato Matteo Galletta, referente provinciale di Azione: “Non diamo per scontata un’alleanza con il Pd. Siamo una forza propositiva e non vogliamo essere al traino”. Il gruppo i Azione a Crema si è costituito lo scorso dicembre: “Siamo i nuovi arrivati e di certo non ci aspettiamo troppe lusinghe dalle altre forze politiche cremasche. Abbiamo però l’ambizione di diventare un saldo punto di riferimento per l’elettorato riformista, europeista, social liberale e moderato le cui aspettative sono state troppe volte deluse”. Un nome per la candidatura potrebbe essere proprio quello di Galletta: “Se dovessero chiedermelo, mi metterei a disposizione della città che amo”.

Ambra Bellandi

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