Cronaca
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Finge incidente e chiede soldi,
ma non è "minaccioso". Assolto

Fingeva di essere stato investito in un incidente stradale e chiedeva i soldi al malcapitato automobilista. In caso contrario, avrebbe chiamato i carabinieri. Diversi gli episodi di cui sarebbe stato protagonista Amadou Thierno Cissè, 26 anni, senegalese, clandestino, senza precedenti penali. Per uno di questi, è finito a processo per tentata estorsione e calunnia, ma il giudice lo ha assolto da entrambe le accuse. Affinchè si configuri il reato di estorsione, infatti, è necessario che la vittima abbia subito una seria minaccia. Elemento che in udienza non è stato provato. Il 26enne doveva anche rispondere di aver violato l’ordine di espulsione emesso a suo carico nel 2018 dalla Questura di Milano. Per questo capo di imputazione è invece stato condannato ad una multa di 13.000 euro contro i 10.000 chiesti dall’accusa.

Il modus operandi era sempre lo stesso: gettare la sua bicicletta rossa sotto un’auto e fingere di essere stato investito. Diverse le denunce accumulate in passato da Cissè, che in origine era stato accusato di simulazione di reato. Tra i vari episodi, anche quello per cui l’uomo è finito a giudizio. La notte del 28 marzo del 2018 a Crema, Antonella, 30 anni, stava tornando a casa dopo essere stata al ristorante. Era sola a bordo di una Fiat 500. La seguivano con un’altra auto il suo compagno e un amico. Ad un certo punto, in via Indipendenza, in prossimità di una curva, Antonella aveva perso il controllo della sua auto, che era andata a sbattere contro la vetrina di un negozio di sanitari.

“Sono scesa dall’auto”, ha raccontato oggi la donna, “e a quel punto ho visto una persona di colore che ha lanciato la sua bici verso la parte anteriore della mia macchina dicendo di essere stato investito. Poi mi ha chiesto dei soldi, 50 o 100 euro, perchè altrimenti sarebbe andato dai carabinieri. Era molto insistente, sembrava anche ubriaco, ma ero tranquilla perchè sapevo di non aver fatto nulla”.

“Lo abbiamo visto arrivare e scagliare la bici sotto la macchina”, ha ricordato il compagno della donna. “Ci ha detto che ci avrebbe denunciato, e per un pò è andato avanti con la sua sceneggiata”.

Dalle due testimonianze è emerso che la coppia non si era sentita realmente minacciata. Mentre il reato di estorsione prevede che la richiesta di denaro sia accompagnata da serie minacce. Così non è stato, tanto che anche il pm ha chiesto l’assoluzione. “Non c’era minaccia alle vittime”, ha ribadito anche il difensore, l’avvocato Mauro Stombelli. “Si è trattato di una richiesta di denaro inappropriata”.

L’unica condanna a carico dell’imputato è la multa di 13.000 euro per aver violato l’ordine di espulsione. Ma l’uomo è attualmente irreperibile.

Sara Pizzorni

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