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Agraria: studenti a Pandino
per "liberare" piante dall’edera

Nel nuovo corso della sede di Crema dell’Istituto Agrario Stanga, c’è la volontà di implementare il più possibile la presenza della scuola nel territorio, anche al servizio delle istituzioni locali: da queste premesse, l’uscita dei giorni scorsi dei ragazzi dell’Agraria, accompagnati dal direttore Attilio Maccoppi presso la vicina Pandino ed in particolare, l’area del Castello Visconteo, a due passi da un’altra sede dello Stanga, la Scuola Casearia. Cogliendo l’invito dell’amministrazione comunale pandinese, gli studenti della classe 3D dell’indirizzo tecnico, nell’ambito del progetto “analisi e valutazione della stabilità degli alberi ad alto fusto”, inserito all’interno dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, si sono cimentati nell’analisi visiva preliminare allo studio della stabilità degli alberi presenti nel giardino del Castello.
La tecnica VTA. Scientificamente si chiama Visual Tree Assessment (VTA) o valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche: si tratta di una metodologia di indagine, riconosciuta in molti paesi, che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero. Dopo aver misurato la dimensione del tronco con il cavalletto dendrometrico e fatto alcune considerazioni circa la crescita irregolare del fusto e di alcune radici “strozzanti” delle querce e degli esemplari di carpino, l’attenzione degli studenti si è concentrata sull’edera comune avvinghiata a molti esemplari. Un’attenzione condivisa anche dal Parco del Serio, presente a Pandino con il suo presidente Basilio Monaci: “Interventi come questi, per liberare i carpini dall’edera sono molto importanti per la salvaguardia dei nostri alberi – commenta Monaci – così come l’intervento successivo, sulla quercia secolare, individuata quale simbolo del problema che rappresenta l’edera nella nostra bella campagna e nei parchi regionali”.
I pericoli per le piante. “L’edera è una pianta lianosa non in grado di reggersi da sola, viene considerata una parassitaria non tanto per le radici avventizie che emette dai nodi del fusto, che servono solo da appiglio non sottraendo la linfa dalla pianta ospite a cui si avvinghia, ma per i problemi che può causare alle altre piante, legati all’eccessiva copertura, che riduce l’assorbimento della luce solare e quindi la capacità fotosintetica della pianta ospite – spiega Attilio Maccoppi, agronomo e direttore della sede di Crema dello Stanga – oltre a caricare di peso aggiuntivo branche e fusto, minando alla stabilità della pianta stessa, aumentando l’effetto vela a raffiche di vento”. Il direttore utilizza una metafora per chiarire meglio la situazione: “quello dell’edera, lo si potrebbe definire un abbraccio, che diventa sempre più soffocante e che spinge la pianta di cui si serve per erigersi verso l’altro a soccombere. Per questo motivo i nostri ragazzi si sono adoperati per liberare questi esemplari dall’edera non ancora lignificata”. Oltre al presidente del Parco del Serio, a seguire gli interventi degli studenti dell’Agraria di Crema, anche il sindaco di Pandino, Piergiacomo Bonaventi.
Ilario Grazioso

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