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I socialisti sulle strategie
della provincia di Cremona

da Virginio Venturelli - Comunità socialista cremasca

I Socialisti della provincia Cremona e le strategie territoriali

La Rete delle Comunità socialiste della provincia di Cremona in diverse occasioni ha sollecitato i Partiti politici e gli ambiti istituzionali ad esprimersi con chiarezza sulle prospettive del nostro territorio, oggi ulteriormente penalizzate dagli effetti del coronavirus.

Il Covid 19 ha evidenziato ed accelerato storture e diseguaglianze in vari settori, a cominciare da quello sanitario, ospedalocentrico e carente di servizi territoriali.

Il Masterplan 3C, promosso dalla Associazione Industriali di Cremona, acriticamente assunto da più parti come un basilare studio strategico, francamente, non ci convince affatto ove invita alla competizione ed alla messa a punto di “armi competitive” nei confronti degli altri territori.
Le ricette dello studio, ricco di dati e di considerazioni prospettiche, non sono di per sé esaustive per rilanciare le peculiarità socio economiche delle varie realtà territoriali del cremonese, del casalasco e del cremasco.
Non tengono minimamente conto, ad esempio, del crescente interesse da parte delle nuove generazioni verso i temi della qualità della vita, della giustizia sociale, dei diritti dei lavoratori e della salvaguardia ambientale.

Oltre che disquisire sull’indice del prodotto interno lordo (PIL), del tutto ignorati sono i temi sull’equilibrio tra vita lavorativa, affettiva, sociale e culturale, quelli della libera realizzazione dell’essere umano e delle imprese, compatibilmente con la salute dei cittadini.

Nei vari tavoli di confronto, le Istituzioni pubbliche e la politica, sono chiamate a stringere sulla definizione delle priorità generali del territorio, senza attardarsi in altri studi, come pare intenzionata a commissionare l’ Amministrazione Provinciale, incurante delle tante analisi già esistenti.

Pragmaticamente, è tempo di agire, affrontando con determinazione le svariate questioni che possono realmente incidere sull’assetto sociale, economico e territoriale della nostra Provincia.

L’ambiguità accumulatasi in questi anni va superata con rinnovate e condivise linee programmatiche politiche, sostenute da progetti amministrativi che possano attenuare i danni prodotti dalla sospesa normativa riguardante il ruolo delle Province, con l’associazione obbligatoria dei servizi comunali tra i piccoli comuni, con un impegno corale volto al mantenimento dei presidi sanitari pubblici esistenti, oltre al ripristino dell’autonomia decisionale in materia socio sanitaria della Provincia di Cremona.

Senza ulteriori tentennamenti, occorre schierarsi a favore del potenziamento dei collegamenti ferroviari, del rilancio della navigabilità del PO, del miglioramento della viabilità ordinaria e di una pianificazione sovraccomunle che sappia intercettare con successo le risorse finanziarie disponibili.

Vanno incoraggiate scelte urbanistiche tese al recupero delle aree dismesse limitanti ulteriori consumi di suolo per nuovi insediamenti, va fatto un uso più intelligente dell’acqua in agricoltura, vanno incentivati l’adeguamento e la messa in sicurezza delle strutture scolastiche e della cultura, oltre a quelle favorenti l’assistenza della popolazione anziana, così come il supporto dei giovani che spesso lasciano i luoghi natii per l’assenza di opportunità di studio e di lavoro.

Abbiamo bisogno di meno retorica sul nostro passato e più politica sulle decisioni future.

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