Rifondazione comunista:
"La piscina torni pubblica"
"Sarà uno dei temi basilari del nostro programma per le Amministrative dell'anno prossimo, sul quale decideremo eventuali alleanze"
“La piscina di Crema torni ad essere pubblica”. E’ la richiesta di Rifondazione Comunista Crema, convinti che “il Comune dovrebbe recedere dal contratto con la società Sport Management, che non ha rispettato gli i contrattuali e che ha
avuto dall’Amministrazione 35.000 euro in regalo e altri 150.000 a fondo perduto”.
“Vogliamo ricordare a tutti coloro che in questi giorni fingono di aver dimenticato, che solamente i due consiglieri comunali di Rifondazione Comunista votarono contro, nel marzo 2015, alla delibera della Giunta Bonaldi che affidava ai privati la gestione del centro natatorio cittadino”. A favore votarono tutti i consiglieri di maggioranza, i due del M5s e tutto il centrodestra.
Questa fu, per Rifonda, la goccia che fece traboccare il vaso e portò i rappresentanti del partito a passare all’opposizione: “Non abbiamo mai condiviso la scelta di liquidare SCS e, conseguentemente, privatizzare la gestione dell’impianto natatorio, dei parcheggi e della pubblica illuminazione”.
Per Rifonda l’amministrazione ha “consegnato i servizi pubblici nelle mani di speculatori e di spregiudicati affaristi, che
mettono al centro della loro attività solo il profitto, non rispettando capitolati d’appalto, convenzioni e contratti che pure hanno sottoscritto. Per questo chiediamo con forza di tornare alla gestione pubblica e diretta del Centro Natatorio e di avviare un percorso per gestire nuovamente, da parte dell’amministrazione comunale, i servizi strategici che sono stati privatizzati”.
La gestione pubblica della piscina, annunciano da Rifdonda, sarà uno degli elementi della campagna elettorale 2022 di Rifondazione Comunista “e su questa scelta costruiremo le eventuali alleanze”.