Cronaca
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Un anno fa a Crema arrivavano gli 'Hermanos de Cuba'

Un anno fa, nella notte tra il 21 e il 22 marzo, a Crema arrivava la brigata Henry Reeve: 53 sanitari da Cuba per aiutari gli operatori del nosocomio cittadino.
Gli “hermanos de Cuba”, come poi i cremaschi li hanno affettuosamente chiamati, hanno operato presso l’ospedale da campo allestito dall’esercito italiano, dando man forte al personale sanitario nella gestione dei molti pazienti affetti da covid.
Il sindaco Stefania Bonaldi in un post su Facebook ha ricordato il loro arrivo a Crema “in maniche di camicia e le temperature erano rigide come in questi giorni, si scatenava subito una meravigliosa gara di solidarietà dei cremaschi, che in poche ore ci consentiva di fornire loro l’equipaggiamento per affrontare il rigore del nostro clima”.
Giorni difficili per la nostra città, “ma da quel momento la presenza a Crema dell’Esercito Italiano e dei nostri Hermanos de Cuba ci consentì di realizzare che non eravamo soli, restituendo alla nostra comunità coraggio e speranza”.
I cubani si erano trattenuti sino ai primi giorni di giugno 2020 e, dopo aver effettuato i tamponi, sono tornati a casa. Non prima che la città li salutasse con una cerimonia in piazza Duomo. Innumerevoli i ‘grazie’, i sorrisi dietro le mascherine e l’affetto naturalmente scaturito per chi, volontario, ha preso un aereo per aiutare gli altri. “A Cuba porteremo l’affetto di questo popolo, il ricordo dei pazienti che abbiamo aiutato, l’ospitalità ricevuta”, aveva commentato il medico a capo della ‘Henry Reeve’ Carlos Pèrez Diaz.
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