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Possibile nuova cava in zona Ca' delle Mosche: a rischio il bosco di Franco Giordana

Il 'Bosco Giordana' in una foto aerea di Alessandro De Pascale

Sorge alle porte di Crema, in zona Ca’ delle Mosche, il ‘Bosco Giordana’ che porta il nome del suo creatore, Franco Giordana (ingegnere meccanico e docente al Politecnico di Milano), recentemente scomparso. La famiglia Giordana, che comprende il regista Marco Tullio (regista) e il giornalista Emanuele, è proprietaria dell’antico casolare adiacente il bosco.

Franco ha avviato questo grande progetto nel 1996, con l’intento di realizzare un bosco didattico partendo dalle semplici ghiande. Appassionato di botanica, ha piantato i semi in linea spirale aggiungendo sentieri e uno stagno. L’obiettivo era dunque formativo: aprire il parco alle scuole affinché gli alunni potessero apprendere la tipicità della flora.

Ed è stato così per diverso tempo. Poi, complice anche l’avanzare dell’età, Franco ha lasciato che la sua creazione crescesse e si modificasse spontaneamente. La fauna selvatica si è così appropriata del bosco: fagiani, volpi, nutrie. Anche per questo vige il divieto di caccia.

Un’oasi che ora è minacciata dal Piano Cave della Provincia di Cremona. La commissione Ambiente di Regione Lombardia ha licenziato il Piano mercoledì scorso e il voto è previsto per martedì 16.

Il PD voterà contro, come annunciato dal consigliere Matteo Piloni: “L’iter è ripreso dopo tutte le audizioni da noi richieste in cui sono state sollevate le perplessità che già avevamo illustrato e che riguardano innanzitutto l’inserimento della cosiddetta cava ‘Galvagnino’, tra Crema e Madignano – spiega – Si tratta di una previsione di 500.000 mc che vengono tolti da altre aree (ATE) già individuate e autorizzate dal piano”.

Un piano datato, che risale al 2010 e che è stato oggetto di revisione a causa di un ricorso al Tar “che, dal nostro punto di vista, avrebbe dovuto riguardare tutto il Piano”.

Dal percorso delle audizioni delle associazioni ambientaliste della provincia di Cremona, della stessa Provincia e del comune di Crema si sono ottenute delle rassicurazioni, sia infrastrutturali che ambientali; una di queste riguarda propiro la tutela del bosco di Franco. “Ribadiremo in sede consigliare le nostre perplessità – aggiunge Piloni – A questo punto, però, sarà necessario che la provincia di Cremona avvii al più presto un nuovo iter per la stesura di un nuovo piano che sia aggiornato rispetto alle attuali necessità del comparto e del territorio”.

Le rassicurazioni, però, sembrano non bastare al M5s, che attribuisce al Pd la responsabilità di aver avallato il Piano provinciale nel dicembre del 2019: “Molti esponenti di centrosinistra erano assenti al momento del voto (in primis il sindaco Bonaldi), altri, invece, hanno votato a favore. Inutile picchiare i pugni sul tavolo, come fatto dall’assessore Cinzia Fontana in audizione, quando ormai i giochi sono fatti. Bonaldi e i Consiglieri provinciali in quota Pd sono responsabili di una nuova ferita per il nostro territorio: avrebbero potuto bloccare l’approvazione in Provincia, ma non l’hanno fatto”.

Il consigliere pentastellato Marco Degli Angeli ha rimarcato il proprio voto contrario nella seduta di martedì 16: “Il territorio non può diventare una groviera. Bene che gli emendamenti presentati in commissione Ambiente dal M5s siano stati accolti e che quindi la Giunta abbia implementato le misure di mitigazione e salvaguardia ambientale, ma al piano cave rimaniamo contrari”.

“Se verrà realizzata la cava si potrebbe creare una sorta di vortice ecologico in quella che ormai è una riserva naturale – commenta Emanuele Giordana – Quel bosco è un piccolo patrimonio dall’immenso valore ambientale”.

Ambra Bellandi

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